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Il deputato ex-5Stelle: “Gli insegnanti non vaccinati costretti a fare ore in più”. Ma è veramente così?

Il deputato di Alternativa Raphael Raduzzi (ex-5Stelle) ha depositato un'interrogazione per chiedere come mai gli insegnanti non vaccinati siano “costretti” a lavorare di più rispetto ai colleghi vaccinati. Ma la differenza, spiega a il Dolomiti Paolo Pendenza, dipende solo dalla diversa tipologia delle attività svolte: “Gli insegnanti non vaccinati possono svolgere solo attività 'funzionali alla didattica', ma per ogni ora di lezione con gli studenti si presuppone un'altra ora tra preparazione delle lezioni, verifiche, correzione dei compiti e altre attività”

Di Filippo Schwachtje - 20 April 2022 - 18:43

TRENTO. “Dopo la sospensione e la discriminazione adesso nella Provincia autonoma di Bolzano i docenti che non si sono sottoposti alla vaccinazione anti-Covid sono costretti a svolgere attività di supporto all'istituzione scolastica per 20 ore alla settimana in più rispetto a quanto previsto dal loro contratto di lavoro”. A dirlo è il deputato di Alternativa (ex 5 Stelle) Raphael Raduzzi, che ha depositato un'interrogazione in commissione Lavoro al ministro Orlando sulla vicenda. In realtà però, la differenza sul monte ore settimanali tra docenti vaccinati e non vaccinati dipende solo dalla diversa tipologia delle attività svolte.

 

Come spiega a il Dolomiti Paolo Pendenza infatti, il coordinatore dei dirigenti scolastici, tra Istituti comprensivi e scuole superiori, della Provincia di Trento, anche in Trentino per gli insegnanti non vaccinati sono previste 'ore in più' alla settimana, per la precisione il doppio (36) rispetto alle 18 previste da contratto: “Ma si tratta di attività 'funzionali alla didattica' e non 'didattiche'”. La differenza è fondamentale, dice Pendenza, perché per quanto riguarda le attività 'didattiche' (quindi, per intendersi, le lezioni agli studenti): “Per ogni ora di lavoro con gli studenti si presuppone un'altra ora di lavoro tra preparazione delle lezioni, verifiche, correzione dei compiti e altre attività”.

 

In sostanza le 18 ore settimanali di cui parla il deputato Raduzzi sono in realtà 36 (almeno), le stesse che in Trentino vengono richieste agli insegnanti non vaccinati. Insegnanti che, non potendo svolgere attività 'didattiche' a contatto con gli studenti, possono adoperarsi solo per le attività 'funzionali alla didattica' che, per quanto spiegato in precedenza, sono retribuite esattamente la metà rispetto a quelle 'didattiche'. “Le direttive – dice Pendenza – sono arrivate tramite una circolare del Ministero per l'istruzione e una nota del Dipartimento istruzione della Pat”.

 

Ma in cosa consistono le attività che in questo momento svolgono gli insegnanti non vaccinati? “Lavorano principalmente nei contesti organizzativi e di programmazione – conclude Pendenza – portando avanti per esempio attività informatiche o collaborano nell'organizzazione dei laboratori”.

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