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| 17 ago 2022 | 18:43

Il Fai inserisce “la Nave” di Meano fra i “Luoghi del cuore 2022”: “Questo edificio non va dimenticato”

Al momento la “Nave” di Meano si trova al 437esimo posto (primo fra gli edifici del Trentino) della classifica nazionale del Fai sui “Luoghi del cuore 2022”

Il Fai inserisce “la Nave” di Meano fra i “Luoghi del cuore 2022”: “Questo edificio non va dimenticato”
di Redazione

TRENTO. Attorno alla “Nave” di Meano si sta combattendo una battaglia fra i proprietari, che hanno chiesto e ottenuto i permessi per abbatterlo, e chi invece vorrebbe salvaguardare l’edificio costruito nel 1975 su progetto dell’architetto Gian Leo Salvotti. Ora però anche il Fai, il Fondo per l'Ambiente italiano lo ha inserito fra i “Luoghi del cuore 2022”.

 

I “Luoghi del Cuore” è una campagna nazionale del Fai nonché uno dei più importanti progetti di sensibilizzazione sul valore del patrimonio che permette ai cittadini di segnalare attraverso un censimento biennale i luoghi da non dimenticare. Dopo il censimento il Fai sostiene una selezione di progetti promossi dai territori a favore dei luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di voti. Al momento la “Nave” di Meano si trova al 437esimo posto (primo fra gli edifici del Trentino) della classifica nazionale.

 

Per chiedere di salvare l’edificio si sono mobilitati anche gli ordini di architetti e ingegneri: “L’edificio, costruito con un uso sapiente del cemento armato, negli anni è diventato un elemento caratterizzante del paesaggio di questa parte della collina di Trento”. Architetti e ingegneri hanno espresso “profondo dispiacere per la perdita di un’opera di grande interesse, sicuramente iconica di un’epoca, entrata nella memoria collettiva, proprio in una città e in una provincia dove la tutela del patrimonio ambientale e artistico è sempre stata una priorità assoluta”.

 

L’edificio per l’appunto, che interpreta un’arca arenata e incagliata sul declivio di Meano, segna un passaggio importante nella carriera di Salvotti attraverso un definitivo abbandono dei riferimenti al “Movimento Moderno” per approdare a una composizione costruita su “simbolismi astratti”, anticipando la fase “post-moderna” degli anni Ottanta e Novanta.

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