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Belluno
02 ottobre | 19:38

Il Ponte della Vittoria in gara tra i Luoghi del Cuore del Fai: "Un'opera utile e un monumento storico". In testa alla classifica c'è il Castello di Alboino di Feltre

Il ponte della Vittoria fu inaugurato da re Vittorio Emanuele III il 23 maggio 1926 durante una sua visita a Belluno, anche se l'opera fu ultimata solo due anni più tardi. Il monumento nel censimento nazionale dei Luoghi del Cuore promosso dal Fai

di Valentina Ciprian

BELLUNO. Nel censimento nazionale dei Luoghi del Cuore promosso dal Fai, Fondo per l’ambiente italiano, c’è anche il Ponte della Vittoria.

 

La nuova campagna, avviata nella seconda metà di settembre attraverso la pagina web dedicata, chiede ai cittadini di candidare un luogo che merita di essere valorizzato oppure di assegnare i propri voti ai luoghi già presenti nell’elenco. Per farlo, c’è tempo fino alla metà di aprile 2025.

 

Il Ponte della Vittoria era già stato candidato e promosso quale “luogo del cuore” dall’associazione Borgo Piave Etc Aps nel 2022 quando si era classificato primo in provincia di Belluno e settimo in Veneto, non riuscendo però a superare la quota minima delle 2.500 firme utili a poter proporre al Fai, nell’anno successivo, un suo progetto di valorizzazione.

 

L’associazione ha dunque deciso di riprovarci, considerato l’incoraggiante risultato conseguito due anni fa. “Abbiamo provato ad interloquire sia con la Delegazione Fai di Belluno sia con l’amministrazione comunale di Belluno la quale, in caso di superamento delle firme, dovrà occuparsi di presentare al Fai un progetto di valorizzazione. In via informale pare che ci sia la volontà di appoggiare l’iniziativa ma al momento non abbiamo avuto un riscontro ufficiale perciò abbiamo pensato nel mentre di sensibilizzare la popolazione per non rimanere troppo indietro in classifica”, fanno sapere da Borgo Piave Etc Aps.

 

Al momento, in vetta alla classifica nazionale c’è il Castello di Alboino di Feltre, che ha già conquistato il cuore di oltre 5000 votanti. “Ci sentiamo di fare un plauso al metodo con cui i feltrini stanno gestendo la promozione di questo luogo; speriamo che anche i bellunesi possano dimostrare spirito di squadra e volontà di raggiungere un risultato prendendo spunto da questa situazione virtuosa la cui promozione era partita ancora in luglio già con l’appoggio istituzionale da parte dell’assessore ai lavori pubblici di Feltre”, affermano i rappresentanti dell’associazione di Borgo Piave.

 

Il voto per un luogo non esclude la possibilità di votare anche l’altro, perché ad ogni cittadino è consentito un voto a luogo ma, per chi lo desidera, può votare tutti i luoghi presenti nel censimento. “Un’idea potrebbe essere un tandem tra Feltre e Belluno dove ogni città promuove anche il luogo dell’altra di modo da essere entrambe vincenti”, spiegano da Borgo Piave.

 

La scelta di candidare il ponte della Vittoria come luogo del cuore del Fai nasce dal fatto che è sia un'infrastruttura utile sia un monumento storico per la città di Belluno.

 

L’opera venne progettata, in cemento armato, con una larghezza di 7,20 metri e una lunghezza di 98 metri con un'unica campata, dall'ingegnere Eugenio Miozzi, personaggio molto conosciuto per aver ricostruito numerosi ponti in provincia oltre ad aver progettato la parte stradale del ponte della Libertà di Venezia o il Rio Novo.

 

Per la parte decorativa dell'opera fu chiamato Riccardo Alfarè, altro personaggio che ha lasciato varie tracce sul territorio tra cui il Cinema Italia di Belluno, che adoperò la tecnica del cemento lavorato alla martellina per dare l'impressione che il ponte fosse di pietra. Tra gli elementi decorativi si vedono ai lati dei medaglioni raffiguranti il leone di San Marco in moeca, rimando alla Serenissima, ma anche sulle spalle laterali le strofe della Canzone del Piave, fiume sacro alla patria che lo stesso ponte attraversa; il nome deriva dalla vittoria della prima guerra mondiale.

 

Il ponte della Vittoria fu inaugurato da re Vittorio Emanuele III il 23 maggio 1926 durante una sua visita a Belluno, anche se l'opera doveva essere ancora ultimata. Fu infatti collaudata ufficialmente due anni dopo, il 6 agosto 1928.

 

Allo stato attuale presenta diversi elementi decorativi mancanti, varie parti della struttura ammalorate, i ferri dell'armatura in vista, a causa dell'inquinamento ha un colore grigio scuro invece del grigio/bianco originale e da più di due anni non ha più la sommità di uno dei quattro lampioni probabilmente caduta in seguito ad un temporale del settembre 2022.

 

Per sostenere l’iniziativa è possibile votare online (Qui info) oppure utilizzando i moduli cartacei che l’associazione Borgo Piave Etc Aps ha messo a disposizione in diverse attività economiche e al Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco, in Riva San Nicolò 66 a Borgo Piave, dove sarà possibile firmare durante le aperture domenicali dalle 11 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.

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