In Trentino la lingua Mochena sempre meno diffusa, "solo 7 bambini nelle materne lo parlano quotidianamente''. Vallazza: "Diamo un’indennità per chi sul lavoro lo sa usare"
Il presidente dell’Istituto culturale mocheno, Luca Moltrer, ha fornito un dato a dir poco preoccupante: saranno ormai 6 o 7 i bambini nelle scuole materne che a casa parlano quotidianamente e realmente il mocheno. Occorre potenziare l’uso della lingua fin dalla scuola materna, almeno al livello positivamente raggiunto dai cimbri a Luserna

TRENTO. Garantire il diritto di insegnare il Mocheno a scuola ma non solo. C'è anche chi si è detto favorevole un’indennità per chi sul lavoro sa parlare il mocheno e chi invece chiede interventi per sviluppare economicamente le zone trentine dove sono presenti le minoranze linguistiche.
Sono questi i temi che sono stati al centro di un vertice che si è tenuto a Frassilongo, promosso dall’Autorità per le minoranze linguistiche e aperto da un minuto di silenzio, dedicato a Diego Moltrer a otto anni esatti dalla scomparsa. L’organismo che fa capo al Consiglio provinciale è presieduto da Katia Vasselai ed è composto poi da Chiara Pallaoro e Matteo Nicolussi Castellan.
Nel corso dell'ultimo incontro ad intervenire è stato anche l’assessore regionale per le minoranze, Manfred Vallazza ed è proprio lui che si è detto favorevole a “riconoscere un’indennità per chi sul lavoro sa parlare il mocheno” viene spiegato in una nota nella quale viene anche riportato l'impegno dell'assessore in sede regionale di portare avanti la proposta dell’Autorità di istituire una giornata annuale dedicata alle lingue minoritarie. Parole queste che hanno visto poi anche l'intervento del vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere ladino Luca Guglielmi, che ha incoraggiato i mocheni a lottare per la loro piena tutela nel quadro autonomistico.
Il presidente dell’Istituto culturale mocheno, Luca Moltrer, ha fornito un dato a dir poco preoccupante: saranno ormai 6 o 7 i bambini di età da scuola materna che a casa parlano quotidianamente e realmente il mocheno. Occorre potenziare l’uso della lingua fin dalla scuola materna, almeno al livello positivamente raggiunto dai cimbri a Luserna.
Il vicesindaco di Frassilongo/Garait Bruno Groff ha spiegato che “a tredici anni dalla legge regionale che lo prevede non abbiamo ancora garantito il diritto di insegnare il mocheno a scuola, con la situazione peggiore alle scuole medie”.
Più rassicurante il sindaco di Palù del Fersina, Franco Moar, che ha riposto grandi aspettative nell’ottima decisione del governo provinciale di calare nel suo municipio, in ottica di valle, uno dei progetti generosamente finanziati dal Pnrr. “C’è una chance concreta – ha detto - di sviluppare le potenzialità del turismo locale e di creare opportunità di lavoro in un territorio diventato di fatto il dormitorio rispetto ai centri come Pergine e Trento”.
All’incontro sono stati illustrati anche gli esiti del censimento generale 2021, chiamato a contare i parlanti le lingue minoritarie e a censirli Comune per Comune. Secondo i dati raccoti, c’è stato un calo di adesioni al censimento nell’area mochena (-16%) ma dovuto in buona parte ad aspetti tecnici e allo scollegamento dell’indagine dal censimento generale della popolazione. Nei tre Comuni di Frassilongo, Fierozzo e Palù si registrano 72 mocheni ogni 100 residenti.

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