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| 13 mag 2022 | 10:05

Infermieri, l'allarme del presidente Pedrotti: ''La maggior parte è allo stremo perchè costretti a turni massacranti''

Nel corso del suo intervento all'assemblea annuale il presidente dell'Ordine ha evidenziato una criticità su tutte, ovvero il mancato coinvolgimento degli infermieri nel ruolo di interlocutori e parte attiva del Sistema Sanitario Provinciale: “Non sono stati riconosciuti come tali, nonostante il loro rilevante e indiscusso contributo, spesso al tavolo della politica sanitaria”

Infermieri, l'allarme del presidente Pedrotti: La maggior parte è allo stremo perchè costretti a turni massacranti''

TRENTO. “Lavorano ogni giorno in situazioni di carenza di risorse, senza usufruire di riconoscimenti strutturali giuridici ed economici, subendo cambiamenti organizzativi repentini, irruenti, e a volte incoerenti. Nessuno di loro si è tirato indietro e certamente continueranno ad impegnarsi con competenza e umanità nell’assistere i cittadini, anche se la maggior parte è allo stremo poiché costretti a turni massacranti”. Sono queste le parole usate dal presidente dell'Ordine degli Infermieri Daniel Pedrotti nel corso dell’assemblea annuale degli iscritti all’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento, in occasione anche della Giornata Internazionale dell’Infermiere che si è tenuta ieri.

 

Nel corso del suo intervento Pedrotti ha evidenziato una criticità su tutte, ovvero il mancato coinvolgimento degli infermieri nel ruolo di interlocutori e parte attiva del Sistema Sanitario Provinciale: “Non sono stati riconosciuti come tali, nonostante il loro rilevante e indiscusso contributo, spesso al tavolo della politica sanitaria”.

Tra le priorità che vengono ricordate dal presidente dell'ordine quelle di sostenere gli organici infermieristici adeguati per garantire standard di sicurezza e qualità delle cure nelle Rsa, negli ospedali e sul territorio e condizioni di lavoro appropriate; la valorizzazione giuridica ed economica della professione infermieristica con l’attivazione delle specializzazioni anche di livello dirigenziale in area clinica e formativa, oltre che in ambito organizzativo; l'investimento nella formazione universitaria e continua per mantenere alti standard formativi di qualità e potenziando, in coerenza con il fabbisogno, il numero degli studenti al corso di laurea in infermieristica e sostenendo la formazione post lauream (Laurea Magistrale, Master) ad indirizzo specialistico clinico-assistenziale; l'attivazione di strutture infermieristiche ai livelli strategici aziendali e provinciali e infine l'attivazione di un tavolo delle Professioni Sanitarie e Sociali a livello provinciale per condividere le azioni e le priorità per il sistema salute trentino e per la valorizzazione della professione infermieristica.

 

“La professione infermieristica deve fare un balzo in avanti, riappropriarsi della sua specificità e della sua specializzazione all’interno di modelli organizzativi innovativi basati su una reale interprofessionalità” ha affermato il presidente Pedrotti. Occorre, ha continuato “Far ben comprendere ed emergere, uscendo dall’appiattimento legato a modelli vecchi e gerarchie obsolete, il suo carattere di professione intellettuale e la sua capacità di far crescere esponenzialmente la qualità dell’assistenza”.

 

Per farlo si devono superare numerosi ostacoli che la professione ha incontrato sulla sua strada, che di fatto, ha concluso “hanno ridotto l’attrattività della professione stessa con modelli organizzativi inadeguati e presenza di attività improprie. L’infermieristica ha oggi la necessità di differenziarsi e specializzarsi, riconoscendo livelli diversi di competenze e abilitazioni che siano remunerati coerentemente alle responsabilità assunte”.

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