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| 30 gen 2022 | 12:06

La Cgil contro No-vax e ‘Fuori dal Coro’: “No alle strumentalizzazioni, i sanitari trentini garantiscono assistenza e cura a tutti”

Dopo le accuse rivolte ad alcune strutture sanitarie trentine di non accogliere i pazienti No-vax l’intervento della Cgil: “Strumentalizzazione assoluta che va contrastata con forza, per fermare una deriva che sta avvelenando sempre più la nostra società”

La Cgil contro No-vax e ‘Fuori dal Coro’: “No alle strumentalizzazioni
di T.G.

ARCO. “No alle strumentalizzazioni, i lavoratori della sanità trentina garantiscono assistenza e cura a tutti i cittadini”, così la Cgil esprime la sua solidarietà nei confronti dei sanitari della Casa di Cura Regina, struttura finita al centro delle polemiche dopo un servizio andato in onda su ‘Fuori dal coro’ la trasmissione condotta da Mario Giordano su Rete 4. Peraltro, nei prossimi giorni, la stessa struttura di Arco sarà interessata da una manifestazione organizzata dai No-vax.

 

Come sottolineano il segretario generale Luigi Diaspro e i referenti del settore Gianna Colle e Marco Cont: “Ancora una volta, a finire sotto pressione sono i lavoratori e le lavoratrici. In questo caso non per fronteggiare l’emergenza sanitaria, ma per difendersi da accuse strumentali. Per questo motivo vanno ricercati riscontri obiettivi alle accuse di non accettare pazienti non vaccinati nella catena di comando, ma è del tutto evidente che eventuali scelte in tal senso non possono e non debbono in alcun modo essere imputate ai lavoratori e alle lavoratrici preposte all'accoglimento dei pazienti e del front-office o a chiunque svolge il proprio lavoro all’interno delle strutture. Sosteniamo quindi ed esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori della clinica Villa Regina di Arco”.

 

Il diritto alla salute è un bene supremo e universale garantito a tutti i cittadini, osservano ancora dal sindacato, questo avviene grazie a chi concretamente opera all’interno delle strutture sanitarie. In Trentino questo diritto è assicurato ogni giorno dalle migliaia di operatori che, malgrado le gravissime difficoltà prodotte dalla pandemia, continuano a svolgere con generosità e spirito di sacrificio il proprio lavoro nelle nostre strutture sanitarie, pubbliche o private che siano.

 

“Sono pertanto del tutto inaccettabili iniziative che – si legge nel comunicato – basandosi su notizie diffuse con particolare clamore possono anche lontanamente mettere sotto accusa i lavoratori. In prima linea nelle fasi iniziali della pandemia, quando non c’erano nemmeno i dispositivi di protezione individuale, così come durante tutti questi lunghi mesi con turni sempre più massacranti per fronteggiare, oltre ai contagi, le carenze croniche di personale, le assenze per quarantene e i vuoti lasciati da chi ha scelto di non vaccinarsi. Questi professionisti non possono oggi inopinatamente essere accusati di rifiutare le cure a chi non è vaccinato”. 

 

La Cgil parla infine di una “strumentalizzazione assoluta che va contrastata con forza, per fermare una deriva che sta avvelenando sempre più la nostra società, alimentando conflitti e mettendo sempre più in crisi proprio il nostro sistema sanitario e chi ci lavora”.

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