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| 04 lug 2022 | 17:43

Lungolago chiuso per il maxi-matrimonio e i fuochi d’artificio che svegliano i residenti, i sospetti del Pd: “Il Comune ha autorizzato altri eventi?”

Dopo il pasticcio del maxi-matrimonio, con chiusura del lungolago, infuriano le polemiche. Il Pd: “L’Amministrazione è disposta a tutto, anche di tenere all’oscuro i propri cittadini”. Futura chiede le dimissioni della sindaca Santi: “Abuso di potere”

Lungolago chiuso per il maxi-matrimonio e i fuochi d’artificio che svegliano i residenti
di Tiziano Grottolo

RIVA DEL GARDA. Per il Comune di Riva del Garda si sta rivelando un vero e proprio boomerang politico l’autorizzazione concessa per l’organizzazione del maxi-matrimonio dell’amministratore delegato di Autostrada del Brennero Spa, Diego Cattoni, che ha previsto la chiusura per residenti e turisti del lungolago.

 

Lo scorso 2 luglio infatti, all’altezza giardini all’italiana di Punta lido (di fronte all’hotel 5 Stelle Lido Palace che ha curato l’evento) in molti si sono trovati la strada sbarrata da transenne e bodyguard. “Festa privata, di qui non si passa”, si sono sentiti rispondere i più. Come se non bastasse residenti e turisti sono stati buttati giù dal letto quando alla chiusura della festa sono stati fatti esplodere diversi fuochi d’artificio.

 

Come ricostruito dal Partito Democratico sul sito del Comune non è stato possibile recuperare nessuna ordinanza che giustificasse la chiusura del collegamento ciclo pedonale diretto fra la città e le sue spiagge. L’ipotesi è che il tutto possa essere stato autorizzato attraverso una semplice occupazione del suolo pubblico, anche se si tratterebbe di una forzatura.

 

Dal canto sua l’amministrazione comunale si dice rammaricata “per come la vicenda è stata oggetto di travisamenti e di strumentalizzazioni”. Secondo il Comune di Riva nell’ordinanza “regolarmente emessa (ma ancora impossibile da trovare sul sito ndr)” era esplicitamente previsto un passaggio pedonale alternativo “nelle vicinanze e adeguatamente segnalato. L’eventuale mancato allestimento di tale passaggio alternativo – prosegue la nota – cioè la sua inadeguata segnalazione in loco, saranno verificati prossimamente ed eventualmente oggetto delle relative sanzioni”.

 

In merito alla segnalazione dei fuochi d’artificio secondo l’amministrazione questi non avrebbero nulla a che fare con la festa di matrimonio ma sarebbero opera di un gruppo di giovani.

 

Una presa di distanze però arriva anche da Mirella Serafini, esponente della maggioranza e capogruppo della lista “Vivi Riva con Cristina Santi”. “Sento la necessità di condannate fermamente quanto accaduto sabato scorso ai giardini adiacenti all’hotel Lido: luogo pubblico particolarmente caro ai rivani, sacrificato e umiliato per dare spazio ad un evento privato. È un fatto che noi non condividiamo, mai capitato nella storia della nostra città”.

 

Nel frattempo tra i Dem sorge un dubbio, e se questo non fosse l’unico evento in programma con la chiusura del lungolago? Sulla propria pagina social il Lido Palace sponsorizza una serie di eventi con fuochi d’artificio ma in programma potrebbero esserci anche altri matrimoni di facoltosi cittadini.

Da qui l’interpellanza del consigliere Alessio Zanoni per far luce sulla vicenda. Il documento è rivolto direttamente alla sindaca di Riva Cristina Santi. “L’Amministrazione – dice il consigliere ed ex assessore Dem – è disposta a tutto, anche di tenere all’oscuro i propri cittadini in merito a provvedimenti presi che espropriano i residenti di quei basilari spazi dei quali hanno sempre goduto. Sono convinto – prosegue – che quello che è successo non sia una parentesi che si chiude, ma sia invece l’inizio di un nuovo e infausto corso che saprà solo, a fronte di qualche euro, disgregare e lacerare un tessuto sociale che finora ci eravamo impegnati tutti a tenere unito”.

 

Sulla vicenda sono intervenuti anche Paolo Zanella e Tommaso Ulivieri di Futura: “All’inizio si stenta a credere a una sfrontatezza così pacchiana. Poi ci si ricorda che spesso superficialità e arroganza vanno a braccetto sotto l’egida del potere. Il sequestro di parte della viabilità pubblica rappresenta un’altra amara ciliegina sulla torta della mala amministrazione a trazione leghista della sindaca di Riva del Garda”. Futura arriva addirittura a chiedere le dimissioni della sindaca Santi: “A prescindere dalle autorizzazioni, assenti sulle transenne e di cui per ora non si trova traccia, siamo di fronte a un incredibile atto di abuso di potere che non trova giustificazioni”.

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