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Massacrato per aver aiutato una ragazza, in piazza Dante è arrivata una targa per Miguel: “Eri un'anima libera con un cuore generoso, un angelo senza ali”

A distanza di anni da quella notte del 28 aprile 2009 a ricordare quel gesto eroico c’erano, oltre al sindaco Franco Ianeselli e a Roberto Gallina, anche il fratello e la sorella di Miguel, che abitano ad Arco, ed una rappresentanza della comunità peruviana

Di Giuseppe Fin - 28 April 2022 - 18:52

TRENTO. “Eri un'anima libera con un cuore generoso, un angelo senza ali”. Dopo anni di richieste finalmente in piazza Dante è stata posta una targa in ricordo di Miguel Angel Cayo Ramirez, clochard di origine peruviana che nel 2009 fu ucciso con violenza, colpito a bastonate per aver cercato di aiutare una ragazza, all'epoca minorenne, importunata da un uomo.

Una vicenda drammatica che però in molti hanno dimenticato. In tanti, ma non Roberto Gallina, che quando erano successi i fatti aveva 19 anni. Da lui ha cominciato la sua personale ''battaglia'': fare in modo che la città non dimenticasse quel piccolo, grande uomo, un giovane senzatetto peruviano che per il suo atto di altruismo e coraggio aveva perso la vita nel silenzio e nell'indifferenza di tutti. Il Dolomiti è nato il primo settembre 2016 e già nell'ottobre di quell'anno ha sposato la causa di Roberto e si è fatto promotore del tentativo di ricordare Miguel e il suo gesto dall'alto valore simbolico.

 

Ora il ricordo di Miguel è impresso su una panchina di piazza Dante. Un segno importante. “Quest’atto di impavido altruismo – ha spiegato il sindaco Franco Ianeselli - era caduto un po’ nel dimenticatoio ma – grazie all’impegno di Roberto Gallina che aveva preso a cuore la vicenda ed anche, va sottolineato, al pungono de Il Dolomiti che ne ha tenuto accesi i riflettori – oggi siamo qui a inaugurare questa piccola targa ma importante targa”. 

Presente in piazza Dante anche la comunità peruviana di cui Miguel faceva parte assieme alla sorella Guadalupe e al fratello Jesus. “Miguel continua a vivere – hanno spiegato – e vogliamo ringraziare tutti perché è come una rinascita. Anche in Perù le persone che lo conoscevano si sono fermate un minuto oggi per ricordarlo. Siamo anche orgogliosi di Roberto che oggi fa parte della nostra famiglia, per il suo impegno”. 

 

A parlare di “lavoro collettivo” è proprio Roberto Gallina promotore dell'iniziativa. “Quello che è avvenuto oggi – ha affermato – è frutto dell'impegno di tanti. Un ringraziamento all'eco mediatica che è stata creata  e all'attenzione arrivata dalle istituzioni. Un sacrificio a cui finalmente abbiamo reso onore”.

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