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| 15 dic 2022 | 11:27

Maxi bollette, i medici decidono di spegnere le luci. Ioppi: ''Situazione difficile, le spese per gli ambulatori insostenibili''

Il medico di medicina generale non può adeguare le tariffe delle proprie prestazioni ai costi sostenuti essendo un servizio pubblico regolamentato da una convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Oggi, 15 dicembre, infatti, è stata indetta “La giornata delle visite ambulatoriali al lume di candela” per sottolineare le condizioni critiche in cui lavorano i medici di famiglia

Maxi bollette, i medici decidono di spegnere le luci

TRENTO. Rincari di ogni genere, maxi bollette che vanno ad aggiungersi ad un lavoro diventato sempre più pesante. “La situazione è grave, alcuni medici di famiglia devono fare i conti con le bollette di più ambulatori e non è per nulla semplice andare avanti” sono le parole di Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei Medici di Trento in merito alla carenza di sostegni da parte del Governo per gli studi medici.  

 

Ancora una volta la medicina di famiglia viene ignorata nei provvedimenti in discussione a sostegno delle imprese e degli studi professionali per sopperire ai costi del caro energia e dell’inflazione. “Oltre ad averla dimenticata nei provvedimenti dedicati al ristoro dei dipendenti pubblici, per i quali è stata prevista una indennità una tantum per il 2023, come anticipo sul prossimo contratto, pari all’1,5 % dello stipendio – viene spiegato dalla Fimmg - è stata esclusa anche dai provvedimenti degli aiuti quater a favore delle imprese”. 

 

Ad oggi sono diversi anche in Trentino i medici che si trovano in forte difficoltà nel riuscire ad affrontare tutte le spese che hanno nel portare avanti la propria attività. Senza contare i professionisti che devono occuparsi di più ambulatori

 

“Probabilmente – spiega il Segretario provinciale di Fimmg Valerio Di Giannantonio - non è ancora chiaro che il medico di famiglia è un libero professionista convenzionato, assimilabile ad una piccola impresa, e come tale tutti gli oneri di gestione del proprio studio professionale e dell’attività domiciliare sono a suo carico”. 

 

Al contrario di altri professionisti che operano con partite Iva e con costi di gestione a proprio carico, il medico di medicina generale non può adeguare le tariffe delle proprie prestazioni ai costi sostenuti essendo un servizio pubblico regolamentato da una convenzione con il Servizio sanitario nazionale, peraltro ferma al 2018

 

Per queste ragioni la Fimmg del Trentino ha deciso di dare un segnale a tutte le forze politiche, locali e nazionali, che in questo momento stanno discutendo la prossima Legge di bilancio. Oggi, 15 dicembre, infatti, è stata indetta “La giornata delle visite ambulatoriali al lume di candela” per sottolineare le condizioni critiche in cui lavorano i medici di famiglia, senza ricorrere a sistemi di protesta più radicali che, in questo momento di picco dell’influenza stagionale e recrudescenza della pandemia, sarebbero contrari al senso di responsabilità verso i cittadini assistiti che da sempre caratterizza questa professione

“Per concedere respiro alla nostra attività quotidiana è improcrastinabile – spiega Valerio Di Giannantonio - l'apertura del tavolo per la semplificazione nell'ambito della medicina generale, prevista nel novembre 2021 ed ancora disattesa. Mai convocato è anche il tavolo di confronto tra Provincia, Comuni ed altri enti al fine di promuovere la messa a disposizione degli ambulatori. 'Siamo al lumicino', e serve intervenire prima che la medicina generale si spenga e con lei il servizio sanitario nazionale”. 

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