Sanità in Trentino, dimissioni fra i medici di base. Defrancesco: "Umanamente e professionalmente insostenibile proseguire questo lavoro volendo offrire un servizio di qualità"
Un decisione sofferta ma che testimonia ancora una volta la situazione in cui i medici di famiglia stanno lavorando. Costretti a seguire numeri spropositati di pazienti con orari interminabili di visite (anche domiciliari) e poi gli impegni burocratici che portano via sempre più tempo

TRENTO. “Sono dispiaciuta nel compiere questa scelta, ma vi assicuro che per me è umanamente e professionalmente insostenibile proseguire questo lavoro volendo offrire un servizio di qualità”. Ha deciso di mettere nero su bianco queste parole la dottoressa di Trento, Rosalena Defrancesco. Lo ha fatto per avvisare che fra qualche settimana lascerà il proprio ambulatorio.
Un decisione sofferta ma che testimonia ancora una volta la situazione in cui i medici di famiglia stanno lavorando. Costretti a seguire numeri spropositati di pazienti con orari interminabili di visite (anche domiciliari) e poi gli impegni burocratici che portano via sempre più tempo.
La dottoressa Defrancesco non è la prima a prendere questa decisione. Nei giorni scorsi era arrivato anche l'annuncio di Umberto Borzaga, medico di base a Cognola.
"Comunico ai miei pazienti di aver rassegnato le dimissioni dal mio incarico". È uno spezzone della lettera scritta da Borzaga che ha deciso di dimettersi: "Questa scelta è l'unica arma a mia disposizione per dimostrare l'estremo disagio in cui sono venuto a trovarmi" (QUI L'ARTICOLO).
Sono tante purtroppo le questioni e le perplessità alle quali non sono arrivate risposte adeguate dall'Azienda Sanitaria e tanto meno dalle Istituzioni preposte.
“Il mio disagio – spiega la dottoressa Rosalena Defrancesco – è stato avvertito anche da altri colleghi che hanno preso la mia stessa decisione”.
E non manca anche l'accenno alla mancanza di risposte. “Alle difficoltà quotidiane di questo lavoro – spiega infatti – si aggiunge la mancanza di adeguate risposte da parte degli organi competenti; per preservare la mia integrità psico – fisica non ho alternativa a questa scelta”













