"Le dimissioni? L'unica arma in mio possesso per mostrare l'estremo disagio che vivo", l'annuncio del medico di base di Cognola: "Scelta meditata a lungo"
L'annuncio di Umberto Borzaga, medico di base a Cognola: "So che questa mia scelta, meditata e ponderata a lungo, lascerà molti dei miei pazienti attoniti e soprattutto preoccupati per il loro futuro ma è l'unica arma a mia disposizione per dimostrare l'estremo disagio in cui sono venuto a trovarmi"

TRENTO. "Comunico ai miei pazienti di aver rassegnato le dimissioni dal mio incarico". È uno spezzone della lettera scritta da Umberto Borzaga, medico di base a Cognola che ha deciso di dimettersi: "Questa scelta è l'unica arma a mia disposizione per dimostrare l'estremo disagio in cui sono venuto a trovarmi".
La carenza di medici di base in Trentino (ma anche nel resto d'Italia) si sta facendo sempre più sentire. Quelli che restano si trovano a dover sostenere carichi di lavoro sempre più importanti e testimoni ne sono dottori come Borzaga che, infine, ha deciso di rassegnare le dimissioni. Lo ha annunciato negli scorsi giorni condividendo una lettera con i pazienti nella quale elenca alcune delle sue motivazioni.
I turni dei medici di base sono infatti diventati interminabili. Per tutti, dopo gli orari di ambulatorio ci sono quelli per sistemare gli obblighi burocratici e amministrativi e poi le visite a domicilio. Arrivare a fare 12 ore di lavoro al giorno per molti è diventato quasi una normalità.
"Il 4 dicembre 2023 terminerà la mia attività a Cognola - ha pertanto stabilito Borzaga -. I motivi che hanno portato a tale scelta sono numerosi e sarebbe troppo lungo riportarli tutti". Ciononostante, il medico di base ha deciso di elencarne alcuni, a partire dall'"impossibilità di conciliare questa attività, per come nel tempo è diventata, con la mia vita privata e con la conservazione di un adeguato stato di salute psico-fisica".
A queste motivazioni si somma anche l'impossibilità di poter gestire il carico di lavoro in maniera più agevole, ad esempio ricevendo supporto "da una segretaria fisicamente presente e di veder riconosciute quelle garanzie che sono patrimonio delle altre categorie di lavoratori della sanità (malattia, ferie, aggiornamento)". Questioni e perplessità alle quali non sono arrivate risposte adeguate "né da parte di Apss né da parte dell'amministrazione comunale, che gestisce gli ambulatori. Come nel caso dell'adeguamento dello studio medico ai criteri minimi di benessere per chi ci lavora e chi lo frequenta".
"So che questa mia scelta, meditata e ponderata a lungo, lascerà molti dei miei pazienti attoniti e soprattutto preoccupati per il loro futuro - ha concluso Borzaga - ma è l'unica arma a mia disposizione per dimostrare l'estremo disagio in cui sono venuto a trovarmi".













