Metà paese isolato e 15mila metri cubi di fango e rocce fuoriusciti dal rio (FOTO): a due giorni di distanza in Alto Adige si lavora ancora per i danni da maltempo
Nella sola zona di Sant’Antonio di Fleres si calcola siano scesi a valle 15.000 metri cubi di detriti, trasportati dal rio Covolo, i vigili del fuoco stanno sgombrando strade e cantine invase da fango e detriti

BOLZANO. Dopo i devastanti temporali registrati fra il 5 e il 6 agosto proseguono i lavori di messa in sicurezza delle aree colpite dal maltempo in Alto Adige. In particolare a Fleres i vigili del fuoco stanno sgombrando strade e cantine invase da fango e detriti.

Nella sola zona di Sant’Antonio di Fleres si calcola siano scesi a valle 15.000 metri cubi di detriti, trasportati dal rio Covolo. “Stiamo scavando lungo il rio Covolo con dodici macchine per il movimento terra per far sì che il torrente rimanga nel proprio alveo naturale”, spiegava Philipp Walder dell’Ufficio sistemazione bacini montani Nord della Protezione civile. Metà del paese di Sant’Antonio di Fleres era stato isolato dal maltempo.

Da due giorni si effettuano sopralluoghi e lavori di ripristino. “I tecnici e gli operai dei Bacini montani sono impegnati tutta la giornata con incontri di coordinamento a livello comunale, sopralluoghi e provvedimenti immediati”, ha riferito Sandro Gius dell’Ufficio sistemazione bacini montani Est.

Nel rio Bioc e nel rio Bronsara a San Martino in Badia e nel rio Pfarr a Marebbe sono stati eseguiti lavori di bonifica mentre diversi ponti sul rio Furcia sono stati danneggiati e i Bacini montani stanno allestendo degli attraversamenti sostitutivi. Intorno alle 15 di ieri si è verificata anche una colata detritica nel rio Ciamaur nel Comune di San Vigilio di Marebbe.

Gravi danni da erosione si sono verificati nel rio Aderer, che scorre da Plan de Corones attraverso Riscone nella Rienza al ponte Lamprecht. Nella barriera costituita da cavi metallici che attraversa la gola della Rienza, sopra lo stadio del ghiaccio, sono stati trattenuti legname e detriti che i Bacini montani stanno provvedendo ad asportare.













