''Ndrangheta in Trentino, la Pat chiederà di essere parte civile. Il Comitato Porfido: ''Siamo davanti al malaffare strutturato ed organizzato''
A breve prenderà il via il processo che riguarda l'operazione Perfido, l'indagine che ha svelato un vero e proprio sodalizio mafioso partito dalla Val di Cembra e che ha poi coinvolto vari settori trentini varcando anche i confini provinciali. Il Comitato Porfido: "Questo è accaduto perché purtroppo sia il tessuto economico che quello istituzionale si sono distinti per un conflitto di interessi e un clientelismo che sono stati il filo conduttore di ogni intervento rispetto al comparto porfido. Questi elementi pongono un limite alla vita democratica e civile all’interno di qualsiasi comunità”

TRENTO. “Tacere è una colpa e parlare è un obbligo al quale non ci si può sottrarre”. Sono queste le parole usate nel corso dell’audizione in Seconda commissione permanente in Consiglio provinciale dai rappresentanti del Coordinamento Porfido.
Un confronto importante che ha avuto al centro l’operazione Perfido sulla criminalità organizzata che ha portato a galla la presenza della ‘Ndrangheta in Trentino e che vedrà a breve l’avvio del processo. (QUI L'ARTICOLO)
L’Operazione Perfido ha evidenziato nel settore del porfido trentino l’anomala presenza di attività di corruzione dal 1986 in poi. “Questi fatti – ha spiegato Vigilio Valentini del Coordinamento Porfido - dovrebbero allarmare le istituzioni, spingendole a difendere l’immagine del Trentino, ed invece fino ad oggi non ci si è voluti nemmeno dotare dell’Osservatorio per vigilare sulla criminalità organizzata e questo la dice lunga”.
Il Coordinamento non è riuscito ad attivare nemmeno un confronto istituzionale rispetto a quanto emerso dall’inchiesta Perfido. “Solo nel comune di Lona Lases – ha spiegato Graziano Ferrari - nel periodo di insediamento del sindaco, uno dei pochi provvedimenti che sono stati disposti in questo senso è stato la costituzione di parte civile. Siamo davanti al malaffare strutturato ed organizzato che ha condotto all’arresto di 18 persone”.
Come ha potuto infiltrarsi nelle nostre comunità e istituzioni una associazione di questo tipo? “Forse questo è accaduto perché purtroppo - ha proseguito Ferrari - sia il tessuto economico che quello istituzionale si sono distinti per un conflitto di interessi e un clientelismo che sono stati il filo conduttore di ogni intervento rispetto al comparto porfido. Questi elementi pongono un limite alla vita democratica e civile all’interno di qualsiasi comunità”. Il componente del Comitato ha poi sottolineato i numerosi aspetti di criticità del settore, a partire dalle concessioni, dalla tutela del lavoro e dei lavoratori, questioni delle quali le amministrazioni della zona si sarebbero dovute fare carico con responsabilità, indagando su cosa accadeva all’interno di questi ambienti.
Il Comitato Porfido, attraverso Ferrari, ha concluso appellandosi alla politica e alle istituzioni affinché, se si ritiene che questo modus operandi abbia prodotto danni e se si vuole prendere le distanze da una certa condotta, “si costituiscano parte civile e il Consiglio si faccia carico di impegnare la Giunta a chiedere al Commissario del governo di attivare la procedura per verificare se nel comune di Lona Lases ci siano i presupposti per un commissariamento per mafia”.
Nel corso delle scorse ore la Provincia ha sottolineato che non vi è alcuna sottovalutazione dell'importanza di un settore economico e del mondo del lavoro ad esso collegato, come quello coinvolto nella delicata indagine "Perfido", né tanto meno dell'immagine della Provincia quale Ente che ha tutto l'interesse alla legalità delle azioni sul proprio territorio a tutela dei cittadini e del virtuoso sviluppo economico del Trentino.
La Provincia chiederà quindi di costituirsi parte civile nel processo. La precisazione arriva dall'Avvocatura provinciale che informa anche di aver ricevuto da alcuni giorni il mandato dalla Giunta provinciale di predisporre gli atti necessari per la costituzione di parte civile, che comunque può essere fatta fino a quando non siano state espletate le formalità, prima di dare inizio al dibattimento, di controllo della regolare costituzione delle parti.
Nei prossimi giorni il provvedimento formale di costituzione quale parte civile con mandato all'Avvocatura sarà adottato dalla Giunta provinciale, nei termini previsti dal codice di rito.













