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Per un tumore alla prostata da 28 a 5-7 trattamenti, per quello alla mammella da 15 a 5: a Belluno un nuovo acceleratore lineare

L'apparecchio è costato circa 2 milioni di euro e apporterà molteplici vantaggi: da una maggiore precisione nei trattamenti con conseguente possibilità di aumentare la dose per ogni frazione di terapia erogata e salvaguardando maggiormente i tessuti sani peritumorali alla possibilità di fare trattamenti più brevi con conseguente accorciamento delle liste di attesa, meno disagi per i malati e i loro familiari

Pubblicato il - 23 giugno 2022 - 19:14

BELLUNO. Per capire quanto è importante questo strumento basta fare due paragoni: normalmente per la cura di un tumore alla prostata servono tra i 20 e i 28 trattamenti ora a Belluno, a parità di risultati clinici, ne basteranno 5-7 e per un tumore alla mammella da 15 trattamenti si passerà a 5 frazioni. E' stato inaugurato oggi alla presenza del presidente della Regione Luca Zaia, insieme all'assessora alla sanità Manuela Lanzarin, ai vertici dell'Ulss1 e al neosindaco De Pellegrin, nel reparto di Radioterapia di Belluno il nuovo acceleratore lineare dell'Ulss1 Dolomiti.

 

L'apparecchio è costato circa 2 milioni di euro e apporterà molteplici vantaggi per chi vi si sottoporrà: si va da una maggiore precisione nei trattamenti con conseguente possibilità di aumentare la dose per ogni frazione di terapia erogata e salvaguardando maggiormente i tessuti sani peritumorali alla possibilità di fare trattamenti più brevi con conseguente accorciamento delle liste di attesa, meno disagi per i malati e i loro familiari.

 

''Facciamo un esempio - spiega l'Ulss1Dolomiti sul canale social - per la cura del tumore alla prostata sono normalmente necessarie 28 terapia. A Belluno, a parità di risultati clinici, riusciamo a completare il trattamento in 5 sedute. Nel nostro territorio questo ha un valore enorme perché significa ridurre gli spostamenti, far risparmiare tempo ai pazienti e alle loro famiglie, con un significativo miglioramento della qualità di vita, e con l'abbattimento dei tempi di attesa. Le competenze dei professionisti consentono di capitalizzare gli investimenti, per servizi di eccellenza ai nostri assistiti e non solo. Con il secondo acceleratore inaugurato oggi, che consente trattamenti ancora più brevi, mirati e sicuri''.

 

In una nota della Regione Veneto sono così stati sintetizzati i vantaggi di questo strumento:
- una maggiore precisione dei trattamenti, la possibilità di aumentare la dose per frazione e/o la dose totale erogata, riducendo significativamente il coinvolgimento dei tessuti sani peritumorali.
- Possibilità di tempi di trattamento più brevi: con un grande vantaggio per il paziente e i suoi familiari in termini di spostamenti, tempo e qualità di vita. Inoltre, risulta più rapida la gestione delle liste di attesa e più efficiente la gestione del personale sanitario.

- Per il tumore della prostata, grazie alla collaborazione con le unità operative di Urologia per il posizionameto di marcatoti fiduciali intraprostici e Radiologia con la definizione dei volumi oncologici su imaging di risonanza magnetica, si ha la possibilità di offrire ai pazienti trattamenti di sole 5-7 frazioni anziché le 20-28 frazioni richieste.
- Per il tumore della mammella: avvio di trattamenti con ipofrazionamento spinto di 5 frazioni in alternativa alle 15 frazioni per il trattamento standard e per la mammella di sinistra grazie alla possibilità di eseguire un gating respiratorio a inspirio profondo (Deep Inspiration Breath Hold) che ha, nello specifico, mediante il controllo del respiro, l’obiettivo di ridurre la dose alle strutture cardiache, senza sacrificare la distribuzione di dose al volume bersaglio.

 

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha spiegato che si tratta di “un trattamento sicuro ed efficace che utilizza radiazioni ionizzanti, prevalentemente raggi X ad alta energia, per distruggere le cellule tumorali in modo mirato e selettivo. Una terapia che può essere modellata per ciascun paziente, che riduce drasticamente i tempi di attesa ed evita faticosi spostamenti ai cittadini. In Veneto - ha proseguito il presidente della Regione - facciamo 70 milioni di investimenti all’anno in tecnologie. La battaglia della sanità è una forma di guerra e l’arma principale è la tecnologia, che va sempre più affinata. Ora con questi nuovi strumenti, come fossero cecchini, colpiamo il male in maniera chirurgica. Il nostro obiettivo è dare in questo territorio una sanità generalista ma anche eccellenze, l’equilibrio è fondamentale e l’incremento della casistica aiuta i professionisti ad accumulare esperienza. La qualità della diagnostica è fondamentale per arrivare a questo equilibrio''. 

''Bisogna - ha concluso Zaia - creare consenso attorno alla sanità, consenso che deve partire dai cittadini e dalle comunità locali. Bisogna difendere la sanità pubblica perché il mercato è difficile in questo momento, e per questo ringrazio medici, infermieri, Oss e volontari che in tutta la regione erogano ogni anno 80 milioni di prestazioni''.

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