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| 03 mar 2022 | 11:28

''Sara è la mia vita'', ad un anno dalla scomparsa le parole della madre della giovane ginecologa. Proseguono le ricerche a Santa Giustina: ''La porteremo presto a casa ''

Domani, 4 marzo, è un anno esatto dalla scomparsa della giovane ginecologa Sara Pedri da Cles. Un anno fatto di ricerche, battaglie legali e una tremenda situazione venuta a galla che ha travolto il reparto di ginecologia di Trento. Il periodo importante per le ricerche nel lago di Santa Giustina  è quello a partire da metà marzo quando il livello dell'acqua si abbasserà e questo permetterà di fare ricerche più approfondite

Sara è la mia vita'', ad un anno dalla scomparsa le parole della madre della giovane ginecologa

TRENTO. “Sara è la nostra vita, la mia vita''. Usa queste parole Mirella Santoni, la mamma di Sara Pedri, la giovane ginecologa che il 4 marzo del 2021 è scomparsa da Cles. Da un anno di lei non si sa più nulla, il suo corpo non è stato ancora ritrovato e le ricerche stanno proseguendo senza sosta nel lago di Santa Giustina.

 

Ogni settimana, tempo permettendo, i vigili del fuoco di diversi corpi della Val di Non escono con i gommoni per delle verifiche che, però, fino ad oggi non hanno portato risultati. C'è l'impegno dei corpi di Cles, Tassullo, Taio, Romallo e Revò assieme alle forze dell'ordine. Il periodo importante per le ricerche è quello a partire da metà marzo quando il livello dell'acqua si abbasserà e questo permetterà di fare ricerche più approfondite.

 

Ad un anno dalla scomparsa è la madre a parlare con un messaggio intenso pubblicato sui social e riportato dalla sorella di Sara, Emanuela Pedri.

 

Queste le parole di Mirella Santoni, madre di Sara

Piantare un albero significa amare la vita, amare la natura, amare l’infinito, come hai amato tu, Sara. E anche quando nella nostra vita è scoppiato un uragano di dolore, da questo dolore è nato un seme e poi un albero, poi un altro seme e un albero. Così all’infinito. Ogni creatura è un essere finito che porta dentro di sé il desiderio dell’infinito. Voglio dire che Sara è vita perché è un albero e poi un seme e poi un albero. Sara è la vostra vita, la nostra vita, la mia vita”.

 

Nelle scorse settimane la famiglia Pedri a ilDolomiti (QUI L'ARTICOLO) aveva spiegato di avere la “speranza di portare presto a casa Sara”. Nessuno ha mai smesso di combattere per quello che è successo a Sara e allo stesso tempo non ha mai smesso nemmeno di cercarne il corpo. 

 

La vicenda

Sara Pedri è scomparsa il 4 marzo del 2021 da Cles. Subito dopo la scomparsa della giovane, grazie all’analisi delle telecamere di videosorveglianza e al tracciamento del cellulare, si era riusciti a rintracciare l’autovettura di Pedri. La Volkswagen T-Roc, era stata trovata parcheggiata in località Mostizzolo, nel comune di Cis al confine con quello di Cles, nelle vicinanze del ponte che sovrasta il torrente Noce. All’interno del veicolo era presente il suo cellulare.

 

Da quel momento non si hanno più sue notizie e l'ipotesi è che si sia tolta la vita a causa di una situazione che si era trovata ad affrontare dopo essere andata a lavorare all'ospedale Santa Chiara. Una situazione pesantissima di un luogo di lavoro diventato una sorta di prigione.

 

Tra le tante conferme sulla situazione grave che stava vivendo ci sono i messaggi che Sara ha mandato ai suoi famigliari: “Ho paura di non svegliarmi domani mattina. Ho paura di tutto ultimamente” e ancora “Sono stata sopraffatta dal peso della responsabilità e dal terrore di nuocere agli altri”. Nei messaggi che Sara scriveva si può capire il dolore e la disperazione che la giovane ginecologa stava affrontato e l'impegno anche messo dalla sorella Emanuela di starle accanto per sostenerla. 

Ma le conferme di una situazione pesante al lavoro arrivano anche dalla dottoressa Gabriella Marano, psicologa clinica e forense,  che ha redatto un'autopsia psicologica su Sara Pedri.

 

Ad un anno di distanza i momenti di ricordo per Sara

Domani, venerdì 4 marzo sarà un anno dalla scomparsa di Sara. Sono diverse le importante iniziative organizzate per ricordare la giovane ginecologa. La prima si terrà nella chiesa di Villanova dove dodici persone si alterneranno per pregare per Sara, dalle 6 della mattina, l’ora dell’uscita di Sara dalla casa di Cles il 4 marzo scorso, alle 18, quando il primo giorno di ricerche fu interrotto.

 

A seguire, alle 18.30, nella chiesa della Cava Santa Maria Ausiliatrice, il vescovo Livio Corazza, celebrerà la messa in occasione anche del primo venerdì di Quaresima.

 

Domenica 6 marzo, invece, nel parco urbano di Forlì insieme all’associazione Penelope, l’avvocato Nicodemo Gentile e l’assessora del comune Rosaria Tassinari, sarà interrato un albero di Liquidambar (le cui foglie assumono sfumature rosse, un richiamo al colore di capelli della nostra bellissima Sara), ed una targa in memoria di Sara. “Chi si soffermerà su questa targa, dovrà pensare ad una ragazza che ha sempre amato la vita in tutte le sue sfumature e che era entusiasta del suo lavoro” spiegano i famigliari.

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