Caso Pedri, la sorella Emanuela in Trentino: ''Abbiamo la speranza di portare presto a casa Sara''. Le ricerche nel lago di Santa Giustina non si fermano
Nell'ultimo weekend Emanuela Pedri ha deciso di ritornare in Trentino. Ha incontrato il comandante dei carabinieri di Cles per fare il punto sulle ricerche. Su Facebook il post: “Un posto che dovrò imparare ad amare perché da te scelto”

CLES. “Un posto che dovrò imparare ad amare perché da te scelto”. Usa queste parole Emanuela Pedri, la sorella di Sara, che nell'ultimo fine settimana ha deciso di venire in Trentino per raggiungere ancora una volta quei luoghi che hanno strappato a lei e alla sua famiglia una parte della propria vita.
Parole intense scritte in un post su Facebook attraverso il quale Emenuela Pedri assieme alla sua famiglia cercano in qualche modo di ritrovare quella tranquillità in una vicenda drammatica che non ha ancora trovato una fine.

Tra poche settimane sarà un anno dalla scomparsa di Sara Pedri. La ginecologa dell'ospedale di Cles di cui non si sa più nulla dal 4 marzo del 2021. Da allora non si sono avute più sue notizie, c'è l'ipotesi di un gesto drammatico che sembra ormai essere diventata una certezza nel corso dei mesi e anche la ricerca di un corpo che prosegue. “Abbiamo la speranza di portarci presto a casa Sara” ci dice al telefono la sorella Emanuela che in questi mesi, assieme a tutta la sua famiglia, non ha mai smesso di combattere per quello che è successo a Sara e allo stesso tempo non ha mai smesso nemmeno di cercarne il corpo.
“Sabato ero proprio lì – scrive - nel posto che tu hai scelto, un posto che al sol guardarlo ti inghiotte con le sue gole profonde, un luogo che ti fa stare in apnea, che ti ipnotizza e mi rende inquieta. Una natura selvaggia dove sembra che l'uomo non possa arrivare. Un luogo che hai scelto, come un letto dove poter finalmente riposare da quel malessere che ti inghiottiva, un malessere così profondo che ti impediva di vivere e di voltarti indietro verso di Noi che ci amavi tanto. Hai scelto un luogo silenzioso, dove l'unico rumore che si sente è quello dello scorrere impetuoso dell'acqua, dove si percepisce un senso di grande libertà, un posto dove non esiste il giudizio, dove il tempo sembra fermarsi. La pace, l'inizio di un viaggio senza tempo”.
Le ricerche di Sara Pedri nel lago di Santa Giustina non si sono mai fermate. Ogni settimana, tempo permettendo, i vigili del fuoco di diversi corpi della Val di Non escono con i gommoni per delle verifiche che, però, fino ad oggi non hanno portato risultati. C'è l'impegno dei corpi di Cles, Tassullo, Taio, Romallo e Revò assieme alle forze dell'ordine. Al momento, è stato spiegato, l'acqua nel lago è ancora molto alta, il periodo importante per le ricerche è quello a partire da metà marzo quando il livello si abbasserà e questo permetterà di fare ricerche più approfondite. Proprio il punto sulle ricerche che verranno portare avanti nei prossimi mesi è uno dei temi che hanno accompagnato Emanuela Pedri in Trentino sabato e domenica con l'incontro con il comandante dei carabinieri di Cles.
“Spero di venire presto ancora in Trentino la mia intenzione è quella di familiarizzare con il posto dove ha vissuto mia sorella. Non è facile, le prime volte sono scappata. Ora, però, ho bisogno di farmelo amico per sentirmi meglio anche io. La speranza, poi, è quella di tornare a casa con Sara. Questo è sempre stato il desiderio più grande della nostra famiglia. Ma dobbiamo attendere”.


















