Stop ai ''furbetti delle castagne'', l'ira dei produttori: "Danni non solo dai cinghiali ma anche da escursionisti che raccolgono senza chiedere il permesso''
L'allarme dei produttori in diverse zone dal Baldo alla Lessinia. Coldiretti: "Purtroppo, troviamo persone che, senza chiedere il permesso, raccolgono i nostri prodotti che sono per noi rappresentano una fonte di reddito”.

VERONA. Stop alla raccolta indiscriminata di castagne e marroni nei castagneti privati. È questo l’avvertimento dei castanicoltori veronesi di Coldiretti che dicono basta a chi fa incetta di frutti nei loro boschi senza autorizzazione.
Dalla Lessinia, nelle zone di San Mauro di Saline e Roverè Veronese fino al Baldo come a San Zeno di Montagna il problema è comune e si verifica ogni anno, ma in particolare negli ultimi fine settimana a causa del bel tempo che ha favorito le passeggiate nei boschi.
Le castagne e i marroni non hanno quindi pace, diventando ogni anno preda non solo dei cinghiali, che rovinano le produzioni con danni fino al 40%, ma anche degli escursionisti.
Per gli agricoltori tutto questo si trasforma in un danno economico proprio nel periodo clou della produzione e della vendita. “Non possiamo delimitare i nostri appezzamenti nei boschi – spiega Laura Dalla Riva, presidente Coldiretti di Roverè Veronese – ma è evidente che i castagneti sono di proprietà privata, vengono coltivati e curati con interventi per facilitare la raccolta dei ricci che cadono al momento della maturazione. Purtroppo, troviamo persone che, senza chiedere il permesso, raccolgono i nostri prodotti che sono per noi rappresentano una fonte di reddito”.














