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| 16 ago 2025 | 20:55

"Parcheggiano dove vogliono, ai margini del bosco e il 60% va a funghi senza permesso. Lo dicono i numeri. Siamo invasi e derisi. Adesso basta, ci vuole rispetto"

E' furioso Lucio Spagnolo, sindaco di Rotzo, uno dei Sette Comuni dell'Altopiano di Asiago, letteralmente preso d'assalto dai cercatori di funghi. "Questi nostri boschi altopianesi non sono statali, non sono regionali e non sono nemmeno comunali. Appartengono per antico diritto alla gente del posto, esattamente come a Cortina e sul Cansiglio. Quando entrate in un bosco altopianese siete in casa dei 20mila cittadini altopianesi. Le regole le fa il padrone di casa". E. intanto, in Valtellina un cercatore di funghi viene preso a testate e bastonate da un altro cercatore

Parcheggiano dove vogliono, ai margini del bosco e il 60% va a funghi senza permesso

ROTZO. Cercatori di funghi che fanno ciò che vogliono e "assaltano" i boschi dell'Altopiano dei Sette Comuni, la maggior parte dei quali senza rispettare le regole e, soprattutto, il territorio. Senza rispettare le leggi (vedi il permesso, che è obbligatorio) e anche le più elementari norme di buonsenso.

 

Ebbene Lucio Spagnolo, sindaco di Rotzo, uno dei sette comuni nei quali è suddiviso il meraviglioso Altopiano (gli altri sono Asiago, Lusiana Conca, Enego, Roana, Gallio e Foza), ha deciso di dire "basta". Senza "se" e senza "ma".

 

"Siamo gente ospitale - ha dichiarato il primo cittadino del più piccolo tra le sette "perle" asiaghesi in una lunga intervista rilasciata a Telenordest -, voi venite in casa nostra e siete ospiti graditi. Storicamente, da sempre. E, in certi casi, diventate anche nostri concittadini, perché vi conosciamo da anni".

 

Sin qui l'incipit a sottolineare che, chi rispetta le regole, è e sarà sempre benvenuto. "Venite - prosegue - raccogliete i funghi tre giorni la settimana con il permesso in mano, parcheggiate dove ci sono i posti dedicati e poi, soprattutto, raccogliete i 2 chili di funghi così come stabilito".

 

Questo sarebbe il quadro perfetto, quello che "dovrebbe essere". Poi arriva la realtà, che è ben diversa da una situazione idilliaca o, comunque, almeno gestibile, perché sull'Altopiano si è andati "oltre".

 

"Io non posso più sopportare che una terra che è invasa sia anche derisa - racconta furibondo Spagnolo -. Succede che arrivino centinaia, migliaia e migliaia di macchine e poi risulti che, in quella mattina, siano stati fatti 4-5-600 permessi. Ora il numero di auto è almeno tre volte superiore ai permessi concessi e considerato che, all'interno delle macchina non vi è una sola persona, è facile pensare - e questa è anche una statistica realizzata dall'Unione Montana - che il 40% di chi cerca funghi giri con il permesso, mentre l'altro 60% faccia ciò che vuole".

 

Poi, l'affondo finale: le regole ci sono e vanno osservate ma, soprattutto, Spagnolo vuole rispetto per chi sull'Altopiano ci vive.

 

Anche se, dalle parole, dopo aver visto con i propri occhi e dopo aver intercettato tante, tantissime lamentele, il sindaco di Rotzo, è già passato "ai fatti", visto che si è incontrato con i carabinieri forestali per cercare di arginare una situazione che sta letteralmente degenerando. E, se non affrontata, è destinata a peggiore ulteriormente.

 

"Questi nostri boschi altopianesi - conclude - non sono statali, non sono regionali e non sono nemmeno comunali. Appartengono per antico diritto alla gente del posto, esattamente come a Cortina e sul Cansiglio. Quando entrate in un bosco altopianese siete in casa dei 20mila cittadini altopianesi. Le regole le fa il padrone di casa e il padrone di casa, per legge, è stabilito che sia il cittadino altopianese".

 

Ma, attenzione, la situazione non è critica - anche se per altri motivi - solamente sull'Altopiano dei Sette Comuni. In provincia di Sondrio si contano ormai 5 morti tra i cercatori di funghi, tra malori e cadute in poche settimane e, anche in Trentino, si è verificato tragico incidente, con Antonio Cappellini che ha perso la vita in Val di Sole ed è stato ritrovato - privo di vita - due giorni dopo la scomparsa.

 

E non è finita, perché, nei boschi dell'Aprica, è andata in scena anche una vera e propria aggressione ai danni di un fungaiolo da parte di un altro fungaiolo. Proprio così: un turista tedesco di 64 anni, mentre stava per raccogliere un porcino, è stato anticipato in extremis da un'altra persona, che glielo ha sottratto praticamente di mano.

 

Alla successiva richiesta di spiegazioni, l'uomo avrebbe reagito sferrando una testata e poi completando l'opera con una bastonata alla testa. Il turista, sanguinante e caracollante per le botte ricevute, ha chiesto aiuto ed è stato soccorso. Il 64enne è stato curato, adesso le forze dell'ordine stanno cercando l'aggressore.

 

Qualche giorno fa Il Dolomiti ha intervistato il presidente del Soccorso Alpino Veneto Giuseppe Zandegiacomo Sampogna che aveva parlato in maniera estremamente chiara riguardo ai rischi di un'attività apparentemente semplice come cercare funghi. Nulla a che vedere - nello specifico - con chi non rispetta le regole e si comporta in maniera sconsiderate e nemmeno con il folle gesto avvenuto in Valtellina, ma per ribadire un concetto molto chiaro: andare a funghi presenta dei rischi: "Nnon è un'attività semplice. Sfatiamo il mito che tutti possano farlo: non si tratta di un'escursione con meno insidie rispetto all'affrontare una via ferrata o un sentiero in alta quota perché, come tutto ciò che riguarda la montagna, presenta dei rischi. Bisogna metterselo bene in testa. E, per questo, bisogna assumere tutti gli accorgimenti possibili". (Leggi qui l'intervista completa).

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