"Sindaco non ci siamo proprio. Fermi quest'emorragia. I locali sono un baluardo contro la criminalità". Ca' dei Gobj multata per gli ombrelloni si appella a Ianeselli
Federico Rigotti, titolare assieme ad altri soci della Ca' dei Gobj, uno dei ristoranti più grandi e frequentati di Trento, situato in pieno centro se la prende con il sindaco: "E' vero che l'area complessiva era superiore a quella indicata sulla concessione ma il problema è che gli ombrelloni hanno la base, il palo e lo "sbraccio" e, dunque, è inevitabile che vi sia un margine. E' un modo di procedere assurdo''

TRENTO. "E' ora di finirla di rubare i soldi alla gente che lavora e che con le proprietà è attività è un baluardo contro la criminalità e presidia il territorio. Contesto pubblicamente il modo di misurare della polizia locale non si può contare lo "sbraccio" dell'ombrellone dai...!!! Su una lunghezza di 30 metri lineari 40 centimetri diventano metri..!! Si paga quasi 6.000 euro all'anno per dover lavorare..!! E ci sta!!! Ma così oltre ai punti di una patente per i locali a dir poco del legale...!!! Sindaco non ci siamo proprio..!!! Fermi questa emorragia continua!!! Come sempre ho già pagato...".
Firmato, Federico Rigotti, titolare assieme ad altri soci della Ca' dei Gobj, uno dei ristoranti più grandi e frequentati di Trento, situato in via del Simonino, in pieno centro, a quattro passi da piazza Duomo. Le parole usate da Rigotti sono estremamente dure e il destinatario, nominato nel post e "taggato", è il sindaco di Trento Franco Ianeselli.
Dunque, cosa è accaduto? Il ristorante è stato sanzionato con una multa pari a 176,80 euro in quanto le misure del plateatico situato all'esterno del locale è risultato di dimensioni superiori rispetto a quelle autorizzate: durante il controllo effettuato da due agenti della Polizia Locale di Trento Monte Bondone, è risultato che l'area occupata effettivamente è pari a 94,47 mq2 (due "blocchi", rispettivamente da 15 metri per 3,60 metri e da 10,65 metri per 3,80 metri), anziché di 81 metri quadri, come da autorizzazione concessa, con annesso pagamento di quanto previsto, pari a 5.945,05 euro per il periodo compreso dal primo aprile al 30 novembre 2025.
Dunque è arrivata la multa, oltre all'obbligo di rimuovere quelle che sul verbale sono indicate quali "opere abusive" e alla decurtazione di 5 punti dalla speciale "patente" di cui sono in possesso gli esercenti. L'esercizio ha provveduto a pagare immediatamente la sanzione, in forma ridotta come previsto dalla legge (dunque 124,90 euro) e a "sistemare" ciò che non andava.
"E' vero che l'area complessiva era superiore a quella indicata sulla concessione - spiega Rigotti - ma il problema è che gli ombrelloni hanno la base, il palo e lo "sbraccio" e, dunque, è inevitabile che vi sia un margine. Stiamo parlando di pochi centimetri ad ombrellone: ne abbiamo sette e, dunque, la superficie è un po' aumentata, ma questo modo di procedere è assurdo. A quel punto avrebbero potuto contestarci la cosa e nessuno avrebbe obiettato: avremmo chiesto che venisse calcolata la differenza e avremmo pagato, subito, quanto dovuto per l'occupazione di quella piccola parte in più, con le casse comunali che ci avrebbero guadagnato. Invece ci è stata fatta la sanzione, che è arrivata praticamente un mese e mezzo dopo, visto che il controllo risale al 19 agosto, decisamente inferiore al potenziale addizionale e, soprattutto, ci sono stati tolti cinque punti da quell' "assurda" patente. Cinque punti li avevamo già "persi" qualche anno fa per un tavolino, un metro in tutto, mal posizionato, adesso se ne aggiungono altri cinque e questa cosa non la possiamo accettare, perché significa mettere a rischio le aziende e le persone che vi lavorano".
La situazione è stata "normalizzata", ma ciò che non va giù a Rigotti è il "modus operandi".
"Il centro di Trento non è più quello di una volta - conclude -, la situazione è notoriamente complicata, alcune zone sono diventate invivibili e, allora, i locali e le attività sono un vero presidio sul territorio e rappresentano un baluardo contro la criminalità. Rispettiamo le regole da sempre, paghiamo quasi 6mila euro l'anno per il plateatico e se errore è stato commesso, questo è stato fatto in totale buona fede e per una questione meramente "tecnica". Perché "bastonare" subito senza possibilità, come logica vorrebbe, di trovare una situazione vantaggiosa per tutti? Ripeto: sarebbe bastato un ricalcolo, ci avrebbero notificato la differenza e noi avremmo pagato. Ci sentiamo presi in giro, è un modus operandi che va contro qualsiasi forma di collaborazione. Poi che non ci si lamenti se i cittadini, non solamente gli esercenti, affermano e "vedono" i vigili urbani come strumenti per "fare cassa" a suon di multe".












