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| 09 lug 2022 | 12:08

Tragedia della Marmolada, trovata l'undicesima vittima: dovrebbe essere il 22enne Nicolò Zavatta

Era l'ultimo corpo ancora non recuperato dagli operatori tra quelli dei dispersi ''reclamati''. Adesso si attende l'esito delle verifiche. Al momento si conterebbero 11 vittime di cui 6 identificate e 5 (compreso l'ultimo ritrovamento) ancora non confermate

Tragedia della Marmolada, trovata l'undicesima vittima: dovrebbe essere il 22enne Nicolò Zavatta
di Redazione

CANAZEI. Anche l'undicesima vittima della tragedia sulla Marmolada sarebbe stata recuperata. I resti di quella che dovrebbe essere l'ultima persona che ancora mancava all'appello, dopo la tragedia di domenica scorsa, sarebbero stati recuperati e ora sono ora in fase di identificazione. Ora, quindi, tutte le vittime ''reclamate'' della strage sarebbero state recuperate. E a questo punto l'identità di questo 11esimo corpo dovrebbe essere quella del 22enne Nicolò Zavatta, visto che gli altri quattro corpi ancora in attesa di identificazione non corrispondevano all'identità del giovane veneto.

 

Il bilancio a questo punto dovrebbe essere di 11 morti recuperati, 6 quelli riconosciuti, uno, quello di Zavatta, le cui corrispondenze si attendono a breve.

 

Oggi, mentre l'intera Val di Fassa è in lutto, sono venti gli operatori, tra cui 2 vedette e 3 unità cinofile, in azione sulla Marmolada. Nella prima mattinata, la squadra di ricerca interforze della Protezione civile del Trentino guidata dall’ispettore Paolo Borgonovo del Centro di addestramento alpino di Moena della Polizia di Stato ha operato a valle del distacco del seracco di Punta Rocca, per compiere le ricerche via terra programmate.

 

L’incolumità degli operatori è stata garantita anche attraverso l’impiego di radar interferometrici e doppler, che registrano eventuali movimenti del ghiacciaio: i dati trasmessi in diretta dalla montagna, vengono infatti monitorati dagli esperti presso il centro operativo di Protezione Civile di Canazei, dove si trovano anche gli Psicologi per i popoli.

 

La squadra di ricerca era composta da diverse realtà: Soccorso alpino e speleologico Trentino, Corpo nazionale del soccorso alpino, Soccorso alpino della Guardia di finanza con due unità cinofile, Servizio cinofili dell’Arma dei carabinieri, Squadra di soccorso alpino dell'Arma dei Carabinieri, Centro addestramento alpino di Moena della Polizia di Stato, Distretto dei Vigili del fuoco volontari della Val di Fassa, Corpo vigili del fuoco permanente di Trento.

 

Contestualmente, le operazioni proseguono con l’ausilio dei droni. Le condizioni meteo sono peraltro ideali per assicurare il lavoro in sicurezza delle squadre di ricerca coinvolte. All'appello, come detto, mancava ancora il corpo di Nicolò Zavatta che si trovava sulla Marmolada, quella drammatica domenica, per seguire un corso di sicurezza e salvamento in crepaccio, insieme alla guida alpina Paolo Dani (una delle vittime già accertate). Il giovane studente con la passione per la montagna si trovava assieme all’amico Riccardo Franchin, anche lui travolto dalla valanga di ghiaccio e detriti e ancora ricoverato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

 

Di Zavatta invece non si è più saputo nulla ed è l'ultimo a figurare fra i dispersi. I genitori del ragazzo si sono recati a Canazei per il prelievo del dna, utile per un eventuale riconoscimento. Qualche giorno fa il padre di Nicolò, Michele Zavatta, ha condiviso una foto del suo ragazzo sul seguitissimo gruppo Facebook “DoloMitici!” di cui il 22enne faceva parte. “Ventidue anni e il sogno di un vero alpinismo, ti hanno portato sui fianchi della Regina”, si legge nella didascalia dove si spiega che Nicolò si trovava sulla Marmolada per seguire un corso di sicurezza e salvamento in crepaccio, insieme alla guida alpina Paolo Dani. “Ti dobbiamo un favore – conclude il messaggio – quello di ricordarti così, risoluto nella tua vocazione tra queste rocce, ora felice per sempre”.

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