Tragedia nei boschi, il sindacato: ''E' morto un ragazzo di 22 anni. Ora basta chiacchiere, si passi dalle parole ai fatti''
Ieri nei boschi di Predazzo è morto Walter Guadagnini di soli 22 anni. La proposta della Uil è quella della creazione di nuclei specializzati del Corpo forestale provinciale che operino direttamente sul territorio, nelle nostre foreste anche a supporto dell’attività di prevenzione, controllo e repressione dell’Uopsal

TRENTO. “Ancora una giovane vittima sul lavoro in Trentino. E ancora una volta nei boschi colpiti da Vaia nel 2018. I tecnici e le autorità chiariranno i motivi di questa ennesima tragedia, avvenuta fra l’altro in ambito lavorativo familiare, particolare ancora più disperante per obbligarci ad indagare e ad operare affinché la strage, quella più nostra, nelle nostre foreste, finisca”. Usa queste parole Walter Alotti, segretario della Uil che chiede una svolta nelle modalità di prevenzione sul territorio degli infortuni sul lavoro.
“Cozziamo contro un largo fronte a cui appartengono anche rappresentanti sindacali – spiega Alotti - che minimizza sempre il problema e riconduce l’azione istituzionale e le soluzioni a protocolli formali, alla formazione e prevenzione, meno ai controlli ed alla repressione delle violazioni di legge”.
Accanto al ruolo della cultura alla sicurezza nelle scuole, la Uil rilancia la proposta per la sicurezza del lavoro di “un più forte coinvolgimento del Corpo Forestale provinciale, nel controllo del territorio boschivo ed agricolo trentino, anche per l’aspetto della sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro”.
Risposte vengono chieste all’assessore Spinelli, a cui recentemente è stata demandata la materia della sicurezza sul lavoro, e dal presidente Fugatti, che guida e dispone del Corpo forestale provinciale.
“Abbiamo avuto la triste soddisfazione, nei giorni scorsi – spiega Alotti - di sentire il Responsabile dell’Uopsal parlare di un rafforzamento del collegamento degli uffici di prevenzione provinciali con l’Arma dei Carabinieri, essendo assai limitata l’azione di intervento sul territorio degli ispettori e tecnici provinciali, per l’esiguità degli organici di quegli uffici, e per contro della diffusione, della presenza invece più capillare dei Carabinieri sul territorio (Qui l'articolo), e della possibilità appunto di utilizzare coordinarsi coi loro comandi periferici, date le loro competenze, stabilite dalla legge statale, anche in questa materia. Ecco – conclude - a livello nazionale il Corpo Forestale è confluito nell’Arma dei Carabinieri e più risorse specializzate anche rispetto al territorio forestale e naturalistico, permettono così maggior vigilanza e controllo delle previsioni di legge riguardanti anche la prevenzione e la repressione delle violazioni sulla prevenzione e sicurezza del lavoro”.
La richiesta che arriva dal sindacato è quella della creazione di nuclei specializzati del Corpo forestale provinciale che operino direttamente sul territorio, nelle nostre foreste anche a supporto dell’attività di prevenzione, controllo e repressione dell’Uopsal e delle Procure della Repubblica, uffici e autorità poi investite dalla conseguenze sempre tragiche e dolorose degli infortuni gravi o delle morti sul lavoro.
“Ovviamente – conclude il segretario della Uil - il personale dovrebbe essere formato, specializzato e motivato a questi nuovi incarichi, che oggi i colleghi statali transitati nell’Arma, hanno cominciato ad effettuare quotidianamente. Un appello quindi a far sì che dalle chiacchere e dai protocolli, si passi dalle parole ai fatti”.


















