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Zecche, nuovo caso di Tbe in Trentino: sono già 11 contro i 9,7 di media per l'intera stagione. Zuccali: “Forte domanda per il vaccino, aperte nuove agende”

Mentre in Trentino si registra un nuovo caso di Tbe nel giro di una settimana (che porta il totale da inizio anno ad 11), le autorità sanitarie altoatesine hanno reso noto come in Provincia di Bolzano siano due finora i casi registrati di borreliosi di Lyme e uno solo di meningoencefalite: da dove nasce questa differenza? Importante aumento nelle richieste di vaccinazione: a luglio via a nuove agende con sedute supplementari a Trento

Di Filippo Schwachtje - 22 giugno 2022 - 11:59

TRENTO. E' passata esattamente una settimana dall'ultimo aggiornamento delle autorità sanitarie in Trentino sui casi di infezione di encefalite da zecca, ma il totale comunicato allora (10 unitàQui Articolo) è già stato ritoccato al rialzo dopo il nuovo caso di Tbe registrato sul territorio provinciale. Sono 11 quindi ad oggi le infezioni causate dall'artropode in Provincia di Trento, un numero che ha già superato la media per l'intera stagione registrata negli ultimi 20 anni (pari a 9,7), e che è molto maggiore del totale di casi rilevati in Alto Adige, dove al momento il totale di infezioni da Tbe segnalate alle autorità è pari ad 1 (più due casi di borreliosi di Lyme, Qui Articolo). Ma quali sono gli aspetti che potrebbero aver influito nel determinare questa differenza fra i due territori?

 

Innanzitutto, dice a il Dolomiti la direttrice del Dipartimento di prevenzione e dell'Unità operativa di igiene e sanità pubblica dell'Apss Maria Grazia Zuccali: “In Trentino c'è una grandissima attenzione alle segnalazioni sul territorio, attenzione che rimane alta sia per i casi che necessitano di ricovero sia per quelli che rimangono solamente in osservazione per breve periodo al pronto soccorso”. Gli esperti sanno poi, dice Zuccali: “Che le zecche infette si accumulano sui territori in piccoli focolai, anche perché il 'serbatoio' degli artopodi (l'animale 'ospite' in poche parole) sono i piccoli animali del bosco, come i topi, che non sono quindi abituati a grandi percorsi”.

 

In poche parole: quando il focolaio della malattia si localizza è difficile che tenda ad occupare spazi importanti del territorio in breve tempo. Un altro aspetto molto importante però, sottolinea Zuccali, è quello relativo alla gestione e alla manutenzione delle aree boschive: “Tenere i cigli dei sentieri liberi e mantenere l'erba bassa aiuta sicuramente, riducendo quegli ambienti nei quali le zecche possono vivere 'bene' e quindi riuscire moltiplicarsi sempre di più”.

 

Una volta che un caso viene poi segnalato alle autorità sanitarie, nei giorni successivi viene avviata l'inchiesta epidemiologica: “Con una chiamata – spiega Zuccali – cerchiamo di capire se la persona è in grado di ricordare il luogo in cui è stata morsa, per verificare che la zona in questione sia una di quelle note”. In generale quest'anno, anche in risposta alla massiccia presenza di zecche sul territorio, in Trentino c'è stato un importante aumento nelle richieste di vaccinazioni contro la Tbe. “Nella prima settimana di luglio – conclude Zuccali – a Trento sarà possibile vaccinarsi tutti i giorni. C'è stata un'importante richiesta da parte della popolazione ed abbiamo risposto con l'apertura di nuove agende”.

 

Il vaccino contro la TBE può essere fatto da adulti e bambini a partire dal primo anno di età. Il ciclo vaccinale è di tre dosi, la seconda va effettuata 1-3 mesi dopo la prima mentre la terza va essere fatta 5-12 mesi dalla seconda. La vaccinazione può essere prenotata senza ricetta sul CUP online (https://cup.apss.tn.it). L’indicazione è di iniziare il ciclo vaccinale preferibilmente nella stagione autunnale/invernale in modo da essere adeguatamente coperti per la stagione estiva. Per maggiori informazioni sulle zecche e le malattie potenzialmente trasmissibili: https://www.apss.tn.it/Documenti-e-dati/Pubblicazioni/Attenzione-alle-ze.... In Trentino la vaccinazione contro l’encefalite da zecca è gratuita e disponibile anche in questa stagione.

 

Per evitare le punture di zecca in occasione di escursioni e camminate nei boschi questi sono i consigli dell'Apss:

- camminare sui sentieri ed evitare il più possibile il contatto diretto con le piante o con l'erba

- vestirsi con abiti coprenti (manica lunga e pantaloni lunghi) e di colori chiari, mettere scarpe chiuse e cappello

- utilizzare repellenti a base di DEET sulla pelle scoperta.

 

Dopo ogni escursione verificare che non ci siano zecche sulla pelle, controllando tutto il corpo e non solo le zone scoperte. Un’eventuale zecca va tolta il prima possibile, ma non è necessario andare al pronto soccorso, basta avere una pinzetta (ne esistono di apposite):

- non applicare sostanze irritanti sul parassita

- non toccare la zecca direttamente con le mani

- con la pinzetta afferrare la zecca vicino alla pelle, senza schiacciarla; tirare delicatamente, senza strappi, fino al distacco

- disinfettare la piccola ferita (con disinfettanti non coloranti) o lavare con acqua e sapone

rendere inoffensiva la zecca estratta (bruciarla o incollarla su nastro adesivo).

 

Dopo aver tolto la zecca non serve prendere antibiotici o chiedere esami del sangue al proprio medico:

- per il mese successivo controllare ogni giorno la pelle dove è stata trovata la zecca

- se compaiono macchie rosse che si allargano sulla pelle e/o febbre, dolori articolari o altri disturbi, rivolgersi al proprio medico.

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