Abbattimento dell'orsa Jj4, nuovo ricorso al Tar contro Fugatti. Enpa, Leidaa e Oipa: "Non sono stati attuati i metodi previsti per evitare situazioni conflittuali con gli orsi"
A soli 3 giorni dallo stop del Tar contro l'esecuzione dell'animale nelle prossime ore verrà depositato un nuovo ricorso contro le ordinanze emanate l'8 e il 13 aprile per l’uccisione dell’orsa JJ4, a seguito della tragedia di Caldes. Le associazioni: "I metodi per ottimizzare la convivenza con gli orsi non sono stati attuati o sono stati attuati in modo insufficiente. La Pat ha contribuito al verificarsi della tragedia"

TRENTO. Nuovo ricorso contro l'abbattimento dell'orsa Jj4 con altri elementi aggiuntivi. E' questo quanti annunciato da Enpa, Leidaa e Oipa, a soli 3 giorni dallo stop del Tar contro l'esecuzione dell'animale, dopo aver accolto il procedimento avviato dalla Lav. "Gli strumenti per ottimizzare la convivenza con gli orsi in Trentino ci sono - sostengono le associazioni -, ma non sono stati attuati o sono stati attuati in modo insufficiente creando situazioni conflittuali con l’uomo e con gli animali".
Il 14 aprile scorso il Tar di Trento aveva accolto la richiesta presentata dalla Lav (Lega anti vivisezione), contro l'ordinanza di abbattimento emessa dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti dell'orsa che ha ucciso il runner 26enne Andrea Papi, il 5 aprile scorso.
"Eventuali situazioni conflittuali con gli orsi, così come con ogni altro animale selvatico, dovrebbero essere affrontate con gli strumenti di prevenzione prescritti dalle normative - affermano le associazioni -. Dinanzi all’eventualità che si potessero verificare naturali comportamenti difensivi da parte di un’orsa con i suoi piccoli, i rappresentanti istituzionali della Pat hanno fatto poco o nulla per evitare possibili incontri fortuiti con l’animale e per informare i residenti sulla reale situazione dei luoghi".
Enpa, Leidaa e Oipa depositeranno nelle prossime ore un nuovo ricorso amministrativo contro le ordinanze emanate l'8 e il 13 aprile per l’uccisione dell’orsa JJ4, che sarà fondato su nuovi presupposti e argomentazioni aggiuntive rispetto al procedimento già in corso.
Stando a quanto detto dalle associazioni "i metodi per ottimizzare la convivenza con gli orsi e per evitare possibili conflitti ci sono ma, come dimostra la tragedia di Caldes, non sono stati attuati o sono stati attuati in modo insufficiente. Tra questi, il monitoraggio in tempo reale degli orsi; la chiusura agli escursionisti di alcune aree; la distribuzione capillare di cassonetti anti-orso; l’installazione di recinzioni elettrificate; efficaci azioni di sensibilizzazione e d’informazione rivolte a turisti e residenti".
Enpa, Leidaa e Oipa concludono: "Auspichiamo che la Pat cambi marcia rispetto alla fallimentare esperienza del passato, che ha contribuito al verificarsi della tragedia, e che decida finalmente di applicare le misure preventive obbligatorie per legge, le uniche in grado di garantire il rispetto e la difesa della biodiversità e della vita degli animali oggi sotto la tutela dell’articolo 9 della Costituzione".

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