Acquario imbrattato di 'nero' al Museo di Bolzano, Kompatscher approva l'azione degli eco-attivisti. XR: "Non siamo terroristi, ma terrorizzati dalla situazione ambientale"
L'azione di protesta, portata in scena al Museo di scienze naturali l'8 febbraio scorso, era stata accordata con il direttore. Alcune parti politiche però non hanno apprezzato il gesto, come la consigliera Mair: "Questa azione deve avere delle conseguenze". Kompatscher: "Una performance che valuto positivamente". Gli attivisti: "Ciò che è violento per noi è l'attuale politica ambientale"

BOLZANO. "Né gli esseri viventi dell'acquario della barriera corallina né l'acquario stesso sono stati danneggiati dall'azione dell'8 febbraio, quando un vetro dell'acquario è stato dipinto con vernice nera idrosolubile. La vernice è stata nuovamente rimossa il 14 febbraio. Ciò che è violento per noi è l'attuale politica ambientale". E' questa la risposta di Extinction Rebellion South Tyrol alle reazioni sollevate dalla protesta messa in atto al Museo di scienze naturali dell'Alto Adige nel capoluogo altoatesino, dove pochi giorni fa 3 attivisti hanno coperto l'acquario che riproduce la barriera corallina con la vernice nera. Un'azione che richiama alle manifestazioni compiute negli ultimi mesi degli ambientalisti in altre parti d'Europa, contro alcune famose opere d'arte esposte nei musei.
L'acquario allestito nel 1997, è stato "simbolicamente" oscurato. Un'immagine forte, realizzata, a differenza di altre azioni, con l'approvazione del direttore del Museo, David Gruber.
Non sono però mancate le polemiche. Tra i primi a "condannare" l'azione la consigliera provinciale dei Freiheitlichen, Ulli Mair, che l'ha definita "non solo di cattivo gusto, ma anche una deliberata accettazione di un danno a un bene pubblico", mettendo in discussione la stessa carica del direttore che "non ha fatto nulla per evitare questa azione, anche se era suo dovere proteggere il museo". Di conseguenza, conclude la consigliera, essendo il museo parte di quelli provinciali, quindi "è completamente assurdo che venga offerto un palcoscenico a XR" e che questa azione "deve avere delle conseguenze".
Non sembra però essere dello stesso parere il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher che invece definisce l'atto di protesta "una performance di attivisti per il clima che valuto positivamente", sottolineando una grande differenza "tra chi senza permesso entra in una struttura museale e danneggia opere d'arte rispetto a quello che è successo a Bolzano", rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una conferenza stampa, in riferimento alla manifestazione di dissenso dell'8 febbraio, come riportato dall'Ansa.
"Il museo di scienze naturali è il luogo migliore per fare una azione del genere - sottolinea Kompatscher - perché sensibilizzare l'opinione pubblica su questi temi fa parte della mission del museo stesso". Non arrecare danno al patrimonio pubblico? "E' l'atteggiamento giusto", conclude.
LA RISPOSTA DI XR
"Né gli esseri viventi dell'acquario della barriera corallina né l'acquario stesso sono stati danneggiati dall'azione - sostiene XR-, quando un vetro dell'acquario è stato dipinto con vernice nera idrosolubile. La vernice è stata nuovamente rimossa. L'intera azione è stata pianificata insieme alla direzione del museo e il biologo responsabile del museo è stato consultato per garantire in anticipo che nessun essere vivente nell'acquario sarebbe stato danneggiato dall'azione. Sapevamo fin dall’inizio le conseguenze delle nostre azioni e come ripristinare la situazione, a differenza di quanto succede nella preservazione dell’ambiente da parte dei governi, che sembrano non porre rimedio alcuno alla situazione attuale".
Il messaggio prosegue: "Non siamo terroristi, ma terrorizzati dall'attuale situazione ecologica e sociale della nostra società e dallo stato desolante della nostra democrazia. Abbiamo scelto un'azione nonviolenta, proprio come le azioni museali degli attivisti di Ultima Generazione e Just Stop Oil. Tuttavia, siamo consapevoli che queste forme di azione potrebbero essere percepite come violente e offensive da alcune persone, come la consigliera Mair e un'altra parte della popolazione, e ce ne rammarichiamo".
Nel mirino le scelte politiche: "Ciò che è violento per noi è l'attuale politica ambientale - concludono gli attivisti -, che sta derubando le persone dei loro mezzi di sussistenza e che limiterà enormemente la libertà delle generazioni future. Inoltre, la repressione del dissenso si preferisce sempre di più ad una reale protezione del clima e della biodiversità. Come scrive la signora Mair nel suo comunicato stampa, siamo anche contrari alla 'deliberata accettazione di un danno a un bene pubblico', e cioè del clima mondiale e della biodiversità. Riteniamo che 'i responsabili di queste azioni debbano essere chiamati a rispondere, perché si pone la questione di chi sia il responsabile dei danni', un'altra citazione di Mair che potrebbe benissimo riferirsi alla crisi climatica ed ecologica. Anche in Alto Adige si fa ancora troppo poco per proteggere il clima e la biodiversità, cioè i nostri beni comuni".














