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Trento
20 settembre | 10:42

Addio a Gianmario Finadri, restauratore trentino, tra i suoi progetti Castel Valer, gli affreschi dei Baschenis e la cattedrale di Salvador Bahia in Brasile

Finadri si è spento all'età di 70 anni. Il ricordo del fratello Ruggero: "Lascia un vuoto immenso ma anche una grande eredità". Ha firmato il restauro della Reggia di Caserta, della sala dell'amore al Castello di Avio, della cappella di San Ruperto a Villa Lagarina

Addio a Gianmario Finadri, restauratore trentino, tra i suoi progetti Castel Valer
di Redazione

TRENTO. Si è spento ieri a Salvador de Bahia in Brasile all'età di 70 anni Gianmario Finadri, restauratore trentino, autore di tanti progetti in castelli e cappelle della provincia ma anche nel resto d'Italia e nel mondo.

 

Nato nel 1953 a Mezzolombardo, quarto di dieci figli di una famiglia originaria della valle di Non, aveva studiato all'Istituto Vittoria, per poi trasferirsi a Firenze, dove si era specializzato all'opificio delle pietre dure.

 

“Gianmario ha lavorato sia in Trentino che in molte parti d'Italia – così lo ricorda il fratello Ruggero. - Tra i grandi progetti di restauro che ha seguito ci sono la Reggia di Caserta. In Trentino si è occupato in particolare di restaurare gli affreschi dei Baschenis nel Bleggio, ma ha seguito anche molti progetti nei castelli della provincia: un esempio, la quadreria di Castel Thun per conto della provincia, la cappella di San Valerio a Castel Valer, sempre dei Baschenis, e tutti i quadri del conte Spaur. Numerosi i lavori di pregio per portare a nuova luce affreschi in chiese della valli di Non e di Sole. Non mancano i progetti all'estero, in Cina a Xi An, con la il restauro delle tombe delle dinastie Tang e Han. Tra le opere che gli avevano dato maggiore soddisfazione anche il restauro della sala dell'amore e la sala delle guardie al Castello di Avio, il lapidario e la cantina clesiana al Buonconsiglio e la cappella di San Ruperto nella chiesa di Santa Maria a Villa Lagarina: in questo caso – racconta ancora il fratello – aver lavorato su affreschi in rame gli è stato utile nel restauro della cattedrale di Salvador de Bahia”.

 

Nella città brasiliana, dove si era trasferito una decina di anni fa, Finadri ha firmato, infatti, un importante restauro, quello delle preziose opere d'arte della sacrestia della Cattedrale della trasfigurazione del Signore, tesoro dell'Unesco. “Un lavoro - racconta il fratello Ruggero – terminato a gennaio di quest'anno e che gli aveva dato grande soddisfazione”.

 

L'ambasciatore d'Italia in Brasile, Francesco Azzarello, che aveva partecipato alla cerimonia di presentazione dei risultati della prima fase dei lavori di restauro, aveva affermato che “grazie alle straordinarie qualità del maestro Finadri, che porta la grande tradizione del restauro italiano, insieme a giovani talenti locali, sono state riportate alle loro magnificenze opere di rara bellezza”.

 

"La sua morte lascia un vuoto immenso a noi familiari- conclude Ruggero, - ma Gianmario lascia anche una grande eredità nelle sue opere". 

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