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| 17 ago 2023 | 17:57

"Affranti e stanchi di questa politica che sta disintegrando il sistema sanitario", la lettera di una giovane guardia medica: "Per noi nessun diritto ma grandi responsabilità"

"Siamo per l'80% giovanissimi, perché lavorare con solo turni notturni, weekend e festivi, senza ferie né malattia, né tutte le altre sicurezze di un posto da dipendente, non è facile. Non sappiamo più a chi rivolgerci per raccontare le nostre storie, perché siamo affranti e stanchi di questa politica che sta disintegrando il sistema sanitario". Ecco la lettera di una giovane guardia medica

"Affranti e stanchi di questa politica che sta disintegrando il sistema sanitario"

VENEZIA. "Noi giovani medici non sappiamo più a chi rivolgerci per raccontare le nostre storie, perché siamo affranti e stanchi di questa politica che sta disintegrando il sistema sanitario, perché tra di noi si parla di dimissioni, di fare privato, di andare all’estero". È l'estratto di una lettera recapitata alla consigliera della Regione Veneto Cristina Guarda (Europa Verde), che ha deciso di condividerne il testo integrale sui social, "in attesa di poterla leggere a Zaia".

 

"Come già sai - si legge nel testo - purtroppo da 5 mesi a questa parte lo stipendio dei medici di Guardia medica è stato letteralmente dimezzato, a parità (se non aggravamento) del carico di lavoro. Alla continuità assistenziale dove lavoro afferiscono 170mila persone, delle quali molte senza medico di base". 

 

"Spesso queste persone fanno riferimento a noi in tutto: per i pazienti alla fine siamo sempre disposti a fare di più di quello che è il nostro dovere di guardia medica. Siamo per l’80% giovanissimi (entro i 2-3 anni dalla laurea) perché lavorare con solo turni notturni, weekend e festivi, senza ferie né malattia, né tutte le altre sicurezze di un posto da dipendente, non è facile", viene reso noto nello scritto, spiegando il perché, nonostante tutto, della scelta lavorativa: "Abbiamo scelto questo impiego perché vogliamo lavorare nel territorio, per il rapporto che si crea con i pazienti e per essere per loro un punto di riferimento".

 

"Molti di noi stanno frequentando il corso di formazione specifica in Medicina generale, il corso triennale per diventare medico di base. La borsa di studio di questo corso è di poco più di 900 euro al mese, ma se per arrotondare si decide di fare qualche sostituzione o la guardia medica appunto, si riduce a 735 euro al mese precisi". Una grande responsabilità, quella data a questi giovani medici (e senza diritti o agevolazioni per chi decide di mettersi a disposizione ndr): "Il carico di responsabilità è grande ma le nostre situazioni lavorative sono assolutamente precarie fra visite domiciliari, da soli, alle 4 o 5 del mattino, spesso in case isolate e ovviamente con gente sconosciuta e importanti spese, che sono ahimè obbligatorie: dal vestiario agli strumenti, il commercialista, le tasse o gli oneri della partita iva". Il tutto, "senza ferie né malattia, né tantomeno maternità".

 

Uno scritto che fornisce una preoccupante fotografia della situazione attuale della sanità in Veneto, condivisa sui social dalla consigliera Guarda che conclude: "Resto in attesa che Zaia venga a lavorare in Consiglio per leggergli questa lettera".

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