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| 23 dic 2023 | 15:33

Caldo record sulle Alpi, nel Torinese incendi (VIDEO) e temperature tra i 23 e i 25 gradi. In Trentino di nuovo le ''rarissime'' nuvole iridescenti

Il giornalista e meteorologo Andrea Vuolo spiega che quella di oggi è ''un'altra giornata di assoluta follia meteorologica in Piemonte: temperature massime che stanno raggiungendo valori tipici della prima metà di giugno, fino a 23-25°C tra Torinese e Cuneese'' e inquieta la qualità dell'aria

Caldo record sulle Alpi, nel Torinese incendi e temperature tra i 23 e i 25 gradi

TRENTO. Nel Torinese si sono registrate temperature tra i 23 e i 25 gradi come anche in alcune zone dell'Emilia Romagna. In Trentino sono ricomparse le nuvole iridescenti e si sono registrate temperature altissime: 15 gradi a Malè, 12 a Cavalese, 15 a Lavarone, 13 a Pinzolo e Vermiglio e le minime non scenderanno praticamente da nessuna parte sotto lo 0. Tutto bene se ci si trovasse in primavera, tra maggio e giugno. Meno bene a pensare che tra due giorni è Natale e oggi il calendario recita 23 dicembre.

 

Addirittura in Piemonte si è sviluppato un incendio di proporzioni molto importanti nel Pinerolese, forte della siccità prolungata degli ultimi giorni e del vento che soprattutto ieri ha spirato forte su tutto il nord Italia.

 

 

 

 

Sul tema si è espresso il meteorologo della Rai del Piemonte Andrea Vuolo che spiega come quella di oggi sia una ''altra giornata di assoluta follia meteorologica in Piemonte: temperature massime che stanno raggiungendo valori tipici della prima metà di giugno, fino a 23-25°C tra Torinese e Cuneese. Massa d’aria estremamente mite nei medio-bassi strati, ulteriormente riscaldata per effetto di compressione adiabatica (foehn), in seno ad un flusso di correnti nordoccidentali in discesa dai rilievi alpini''.

 

''Parliamo di record di temperatura per il mese di dicembre in diverse località di bassa montagna e alta pianura, almeno dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche'', conclude Vuolo. Queste condizioni stanno causando anche un deciso peggioramento della qualità dell'aria che nel Torinese sta raggiungendo ''valori da record circa la concentrazione di polveri sottili associate al fumo degli incendi. La situazione è particolarmente critica nelle basse valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, dove la concentrazione di PM10 ha superato i 600 μg/m3, valore altamente pericoloso per il nostro sistema respiratorio''. 

 

In Trentino, dalla Val di Sole alla Val di Fiemme oggi sono state rifotografate le nuvole iridescenti già immortalate in varie zone delle Alpi ieri come spiegato da il Dolomiti. Anche su questo tema la spiegazione di Andrea Vuolo è molto chiara.

 

Ecco quanto riportato:

 

 

Le nubi iridescenti appartengono alla famiglia delle nubi alte (cirri e cirrostrati) e a volte anche delle nubi medie (altocumuli e altostrati), caratterizzate dalla presenza - al loro interno - di minuscoli cristalli o aghi di ghiaccio (stante le basse temperature alla quota della loro formazione, spesso fino a -20/-30°C). La radiazione solare incidente su queste nubi, subisce così una deviazione - tramite particolari processi dell’ottica fisica - dalle particelle di ghiaccio che si comportano come se fossero un prisma, con conseguente rifrazione e interferenza, scomponendo così la luce in tutti i suoi colori tipici dello spettro visibile. Un po’ come quello che succede durante gli arcobaleni dopo un temporale primaverile ed estivo!

 

Tuttavia, complice la particolarissima dinamica meteorologica che ha caratterizzato la giornata di venerdì 22 dicembre, sembra che queste nubi possano essersi formate addirittura nella bassa stratosfera e non in troposfera, quindi al di sopra dei 12 km rispetto al suolo. Una quota davvero inusuale per la formazione delle nubi, a causa della presenza - mediamente - di bassissimi valori di umidità relativa e soprattutto perché in Stratosfera si ha una totale inversione del gradiente termico verticale. La comunità meteorologica italiana sta infatti ipotizzando che queste particolari formazioni nuvolose possano appartenere addirittura alle rare nubi MADREPERLACEE (o nubi stratosferiche).

 

In tal caso si tratterebbe di un fenomeno davvero eccezionale - per la sua rarità - alle medie latitudini, in quanto solitamente riescono a formarsi a quote comprese tra i 15 e i 30 km e a temperature bassissime, talora inferiori ai -70°C e soprattutto al di sopra dei Poli. A quelle quote, infatti, oltre alla presenza di Ozono, è presente anche un certo quantitativo di acido nitrico in sospensione, che andrebbe così ad interagire con il vapore acqueo in fase di condensazione durante la formazione della sottile e particolare nube. Inoltre, grazie all’elevatissima quota e in virtù della curvatura terrestre, esse riescono a ricevere la luce del Sole anche al di sotto dell’orizzonte, sia prima dell’alba che dopo il tramonto.

 

Questo il motivo per il quale, sono state osservate nitidamente nel pomeriggio di venerdì 22 dicembre anche tra le 16:30 e le 18, a Sole già tramontato.

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