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Trento
31 ottobre | 12:04

Concerto Niky Savage, "Non una di meno" replica al Centro Santa Chiara: "Basta far finta di nulla e si lavano la coscienza non facendo cantare due canzoni"

L'intervento di "Non una di meno": "In nome del denaro, gli organizzatori non vogliono assolutamente dover rimborsare biglietti e cache all’artista e minaccia di tutelarsi nelle sedi opportune, anche la mattanza delle donne può passare in secondo piano"

TRENTO. "Ci sarebbe da ridere se la questione non fosse terribilmente seria e grave". Il movimento "Non una di meno" replica al Centro servizi culturali Santa Chiara. Il tema è sempre il concerto del trapper in calendario per la sera di oggi, martedì 31 ottobre. "Come se bastasse far finta di nulla per una sera rispetto a quanto incarna Niky Savage con i suoi video, i suoi testi, i suoi gesti, la visione che ha delle donne, quale tipo di rapporto con loro esalta".

 

E' scoppiata la polemica per l'organizzazione del concerto a Trento e l'ente di via Santa Croce è intervenuto per prendere le distanze ma anche per spiegare come è andata la gestione dell'evento. "Gli organizzatori si sono impegnati a rispondere positivamente alle nostre sollecitazioni nell’interlocuzione con artista, manager e casa discografica" (Qui articolo).

 

"Il Centro servizi culturali Santa Chiara - commenta "Non una di meno" - venuto a conoscenza della partecipazione all’evento di Niky Savage, 'essendo a conoscenza dei problemi legati al suo messaggio musicale' ha chiesto e ottenuto da parte degli organizzatori (DolceVita Eventi) una serie di precise garanzie a tutela. Che sarebbero, leggendo le dichiarazioni di DolceVita Eventi, il non cantare le due canzoni del repertorio del rapper che avrebbero individuate come 'problematiche' dopo la contestazione sollevata dal nostro movimento. In accordo con artista, manager e casa discografica. Ci sarebbe da ridere se la questione non fosse terribilmente seria e grave. Come se bastasse far finta per una sera di ciò che incarna Niky Savage con i suoi video, i suoi testi, i suoi gesti, la visione che ha delle donne, quale tipo di rapporto con loro esalta (esplicitamente non consensuale: “Wa-wa-wa-wa-wa, lei vuole le mani là. Ma non sa che domani non camminerà” “Ho il c***o ovunque, non ascolto chi mi dice: "No")".

 

Una risposta che non convince il movimento. "Il problema è semplicemente aggirare l’ostacolo delle contestazioni arrivate proprio da pubblico, istituzioni e comunità con cui il Centro Santa Chiara dichiara di avere un corretto rapporto attraverso un codice etico e di responsabilità. Responsabilità che non abbiamo ben capito in cosa consista dato che è venuta meno nell'atto di confermare la partecipazione di Savage. Ci chiediamo e anzi lo chiediamo alla vice presidente, Sandra Matuella, come si possa rimarcare la più totale distanza dai contenuti di iniziative come questa se è proprio l’ente di cui lei è vice presidente a dare spazio al personaggio Niky Savage. Non è pensabile (e nemmeno accettabile) lavarsi la coscienza togliendo due canzoni dal repertorio di un artista che incarna la cultura dello stupro".

 

Contattati da il Dolomiti gli organizzatori comunicano che "Noi non possiamo annullarlo. Facciano un'ordinanza, noi ci adegueremo e poi ci tuteleremo nelle sedi opportune" (Qui articolo). Nessun commento, "un'organizzazione privata - conclude "Non una di meno" - il cui interesse è esclusivamente il lucro, anche sulla pelle delle donne. Ci interessa invece mantenere il dibattito a livello pubblico perché è lo spazio pubblico che attraversiamo e che vogliamo cambiare. Quello che vediamo in questo momento nello spazio pubblico è che in nome del denaro (DolceVita non vuole assolutamente dover rimborsare biglietti e cache all’artista e minaccia di tutelarsi nelle sedi opportune) anche la mattanza delle donne può passare in secondo piano".

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