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I testi sessisti del rapper a Trento? Ferrari: "L'evento venga cancellato". Preoccupato anche il Consiglio delle donne. Non una di meno: "Ianeselli da che parte sta?"

La deputata Sara Ferrari: "A Roma impegnata con la commissione femminicidi, sono stata chiamata a Palermo per parlare l'esperienza trentina, un territorio considerato all'avanguardia e poi scopro che a Trento si esibisce un artista noto per i testi violenti". Preoccupazione per il Consiglio delle donne: "Il Centro Santa Chiara annulli l'evento". Dura la replica di Non una di meno

Di Luca Andreazza - 30 ottobre 2023 - 05:01

TRENTO. Resta alta la polemica per l'esibizione di Niky Savage a Trento. Il trapper noto per i testi sessisti è atteso per la notte di Halloween nel capoluogo. Il Comune di Trento, invitato a bloccare l'evento, per ora, ha scelto la linea del non intervento. Si farà altro, approfondimenti e riflessioni, ma l'intenzione è quella di non farsi parte attiva nel bloccare il concerto (Qui articolo). Ora a farsi sentire il Consiglio delle donne di Palazzo Geremia: c'è preoccupazione, anche da parte della parlamentare Sara Ferrari (Partito Democratico) che spera nella "cancellazione dell'evento".

 

Contesti e situazioni diverse ma se la decisione, causa Covid, di annullare, con coraggio e con anticipo i Mercatini di Natale era stata apprezzata e aveva dettato la linea, questa volta il Comune appare particolarmente cauto sul da farsi per non ottenere l'effetto di una "promozione pubblicitaria" o di essere tacciati di censura. Ma ormai l'evento è discussa e la decisione rischia di essere subita. Con le dovute proporzioni, si rischia di perdere il colpo, come avvenuto per la striscia di neve in piazza Duomo in occasione della Marcialonga. 

 

La richiesta di annullare "un evento che promuove la 'cultura dello stupro" è stata avanzata da "Non una di meno". A fronte dei tentennamenti nelle scorse ore a chiedere maggior coraggio alla maggioranza di centrosinistra che governa la città è stato anche Roberto Stanchina: "Sarebbe una risposta importante, la maggioranza dovrebbe prendere le distanze e chiedere con forza l'annullamento dell'evento", le parole a il Dolomiti dell'ex vice sindaco di Trento, eletto in Consiglio provinciale con Campobase.  

 

Preoccupata anche la deputata trentina Sara Ferrari. Reduce dalle attività parlamentari "per migliorare il testo del governo con le raccomandazioni della commissione femminicidio: dalla formazione obbligatoria dei diversi professionisti che prendono in carico le donne e del personale della giustizia alle misure cautelari più gravi se il braccialetto non funziona. L'impegno deve essere quotidiano e la guardia deve restare alta perché c'è sempre il rischio di fare passi indietro".

 

A Roma "abbiamo affrontato queste tematiche molto importanti - prosegue Ferrari - sono stata invitata a Palermo per un convegno per spiegare il lavoro, anche culturale, che viene portato avanti in Trentino, un territorio considerato all'avanguardia e apripista, anche se la Giunta Fugatti ha tagliato i percorsi e indebolito molte azioni. E poi scopro che nella mia città viene invitato un cantante con testi che istigano alla violenza. E' assolutamente contraddittorio rispetto al lavoro, difficile e impegnativo, promosso in questi anni. Dispiace molto, l'evento è organizzato da un privato ma in un luogo pubblico e c'è una responsabilità, anche educativa, verso le giovani generazioni. Voglio sperare che sia un evento isolato e che l'esibizione venga sospesa e che questo, vorrei chiamarlo inciampo, sia da monito sull'importanza di mantenere sempre alta l'attenzione sulle proposte che vengono organizzate sul territorio, comprese quelle che vengono ospitate negli spazi dell'ente pubblico".  

 

La richiesta di cancellare l'evento, indirizzata però al Centro servizi culturali Santa Chiara, arriva anche dal Consiglio delle donne, organismo di promozione della partecipazione femminile alle decisioni, all’azione e al funzionamento dell’Amministrazione comunale che riunisce assessore comunali, le consigliere comunali, una rappresentante eletta da ciascun Consiglio circoscrizionale e da una quindicina di associazioni del capoluogo.

 

"Esprimiamo preoccupazione per il messaggio di istigazione alla violenza contro le donne, presente nei testi del cantante. In un momento storico in cui la violenza non diminuisce e si contano 10 femminicidi al mese in Italia, è necessario che le istituzioni facciano tutto quanto in loro potere per contrastare ogni azione e messaggio discriminatorio e violento soprattutto tra le nuove generazioni", dice Minella Chilà, presidente del Consiglio delle donne. "Chiediamo al Centro servizi culturali Santa Chiara nella sua responsabilità di ente pubblico, che deve vigilare sulla qualità delle iniziative ospitate negli spazi pubblici, che intervenga per la cancellazione del concerto. Sollecitiamo le istituzioni affinché da questa circostanza derivi un’ulteriore spinta all’investimento in  progetti pubblici e privati che promuovano invece la cultura non discriminatoria e l’educazione al rispetto".

 

Si cerca qualcuno che si assuma la responsabilità della decisione mentre a Castelfranco Veneto era stato il sindaco Stefano Marcon a imporsi per cancellare l'esibizione del rapper in una discoteca proprio per i testi violenti e sessisti.

 

A intervenire, nuovamente, "Non una di meno". "Non ci sorprende la risposta del sindaco Franco Ianeselli, siamo ben consapevoli che quando si parla di violenza sessuale e di genere gli atteggiamenti oscillano tra il “ma io no”e il “ma è una goliardata”. Prima di rispondere, il sindaco si è confrontato con la vice sindaca Bozzarelli e l’assessora Casonato: la violenza di genere è ancora una 'questione da donne'? Non solo, a quanto pare è anche una questione la cui importanza può passare facilmente in secondo piano, quando c’è di mezzo il profitto, perché una volta che i programmi sono fatti, i biglietti venduti - il concerto è sold out - e la serata organizzata, the show must go on. Ma veniamo alle dichiarazioni del sindaco di Trento. Cita la censura. Vogliamo quindi avallare tutti i discorsi violenti in nome di una “libertà di pensiero e di espressione”? O forse nel caso del rapper Savage la questione è diversa perché in fin dei conti si tratta di cultura dello stupro e a farne le spese sono “solo le donne”? La soluzione alla “censura” non deve essere fornire uno spazio in cui veicolare liberamente messaggi sessisti, misogini, che enfatizzano e romanticizzano la cultura dello stupro". 

 

La replica è durissima. "Passa poi al proporre un confronto tra noi e i trapper della scena trentina. Troviamo oltre modo fuori luogo dire che i trapper trentini scrivono 'testi più profondi': è un ragionamento campanilista, avulso dalla realtà nella quale siamo immersi. E ancor più inutile alla discussione se poi si concede spazio sul territorio a Niky Savage. Riguardo il confronto, è inaccettabile lo si proponga. Con una persona che inneggia allo stupro non ci può essere dibattito per una semplice motivazione: su temi come i diritti e la violenza di genere non c’è spazio per una controparte, non ci possiamo permettere di tollerare chi veicola messaggi violenti e misogini quando il 30% delle donne ha subito almeno una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale, quando avviene un femminicidio ogni tre giorni. Il nostro movimento non fa maternage. Se si decide di scrivere certi testi vendendo violenza, evidentemente si ha intenzione di consolidare e promuovere il regime patriarcale. Ci fa sorridere (di amarezza), poi, il riferimento alla musica quale espressione di disagio. Ci chiediamo cosa c’entri nominare il disagio davanti alla cultura dello stupro: cosa c’entrano i testi misogini con un eventuale disagio personale o generazionale dei trapper? Forse le donne creano disagio a questi fragili ragazzotti? Ce lo dica, sindaco Ianeselli, così magari ancora una volta siamo noi a fare un passo indietro. Inoltre chiediamoci anche perché i teenager apprezzano testi dal linguaggio misogino in cui si inneggia alla violenza: forse perché manca un’educazione sessuale, affettiva e al consenso nelle scuole? O forse perché siamo talmente circondati da una cultura della violenza e dello stupro da non renderci neppure conto di quanto questi testi siano pericolosi? O magari perché fa comodo tenere in vita il patriarcato? In fondo di uomini disposti a rinunciare di fatto ai propri privilegi (ottenuti sulla pelle delle donne) non ne vediamo. A noi pare evidente che ancora una volta si sia scelto di non vedere. Si sia scelto di non spostare di una virgola la narrazione sessista, misogina (“manifestazioni che volenti o nolenti sono apprezzate dai teenager” per citare la vice sindaca Bozzarelli). Insomma, si sta perdendo l’ennesima occasione per dare un segnale di cambiamento".

 

La richiesta non cambia: cancellare l'evento. "Evidentemente alle istituzioni basta qualche panchina rossa sparsa qua e là per contrastare la violenza contro le donne e avere la coscienza a posto. A noi le panchine rosse non bastano. Vogliamo che si agisca concretamente prima che le donne diventino casi di cronaca. Rilanciamo quindi con forza la nostra richiesta di annullamento della partecipazione di Niky Savage alla serata del 31 quale presa di posizione concreta e netta da parte di chi governa Trento. Sindaco Ianeselli da che parte sta?", conclude "Non una di meno".

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