Crescita dell'ambito turistico in una visione di sviluppo green: dopo ben 16 anni arriva il via libera al Piano di assetto del territorio di Ponte nelle Alpi
Il Piano di assetto del territorio di Ponte nelle Alpi è stato approvato questa mattina (3 marzo) in conferenza dei servizi: previste, tra le altre linee strategiche, interventi nel turismo e nello sviluppo sostenibile del territorio. De Bon: “Proficua collaborazione Provincia-Comune, nascono nuove opportunità urbanistiche”

BELLUNO. Nuovi ampliamenti per l'ambito turistico-ricettivo, in una visione complessiva di sviluppo green e sostenibile: sono queste, tra le altre, alcune delle linee strategiche previste dal Piano di assetto del territorio di Ponte nelle Alpi, approvato questa mattina (3 marzo) in conferenza di servizi. Il documento è arrivato dopo un lunghissimo iter durato ben 16 anni, dicono le autorità, visto che il Comune aveva avviato il processo ancora nel 2007, con la sottoscrizione dell'Accordo di pianificazione prima con la Regione Veneto (nel 2008) e poi con la provincia di Belluno (nel 2009).
Il Piano è stato poi adottato con delibera di consiglio comunale nel 2015: dopo la pubblicazione sono però pervenute ben 31 osservazioni, alle quali il Comune ha controdedotto trasmettendo il tutto alla Provincia. “L'iter – dice in una nota la Provincia stessa – è stato molto lungo in quanto alcuni pareri necessari all'approvazione sono pervenuti solo recentemente”. Ora, dopo l'approvazione, il prossimo consiglio provinciale procederà finalmente alla rettifica del Piano.
“Nascono nuove opportunità urbanistiche – commenta il consigliere provinciale delegato all'urbanistica Franco De Bon – sia sul fronte ambientale e infrastrutturale, con la previsione di percorsi ciclabili, sia nell'ambito produttivo, con l'individuazione dell'area di Paludi quale polo logistico di valenza sovracomunale. Anche il sistema turistico e quello dei servizi vedono novità importanti, con la promozione dell'ospitalità diffusa. La sinergia attivata tra Provincia e Comune ha prodotto un Pat in grado di rispondere alle esigenze del territorio comunale”.
“Quella di oggi è una data importante per Ponte nelle Alpi, Comune in crescita, con diverse opportunità nate nel corso degli ultimi anni – commenta il sindaco Paolo Vendramini –. Il nuovo Pat offre ulteriori occasioni di sviluppo delle potenzialità del nostro territorio, e il Piano degli interventi che andremo ad approvare disegnerà il futuro di Ponte e delle frazioni. Ringrazio la struttura della Provincia e lo staff del Comune per l’importante lavoro svolto con impegno e competenza”.
Il Pat, dice la Provincia di Belluno, prevede una volumetria complessiva di progetto di 335.940 metri cubi per il dimensionamento residenziale, un carico aggiuntivo pari a 62.985 metri quadri per gli ambiti produttivi e una volumetria in ampliamento di 32.000 metri cubi per l’ambito turistico-ricettivo: “Le principali strategie del Piano si riassumono in sette sistemi. Per il sistema ambientale vengono recepiti i contenuti degli strumenti di pianificazione sovraordinata e di settore con l'individuazione degli ambiti sottoposti a tutela (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, le zone della Rete Natura 2000, le aree soggette a tutela paesaggistica). Per la difesa del suolo entrano nel Piano le previsioni sovraordinate rispetto alle diverse tipologie di aree a rischio (idraulico, valanghivo, geologico), con particolare attenzione per la zona di Paludi per quanto riguarda il rischio idraulico. Per il sistema infrastrutturale le azioni proposte prevedono il recepimento di quanto disposto dal Piano territoriale provinciale in tema di viabilità e una serie di previsioni viarie minori".
Sono poi previsti diversi percorsi ciclabili (alcuni tra l'altro già realizzati nel tempo) e il potenziamento della rete ferroviaria esistente, confermando il ruolo strategico delle tre stazioni e relative aree (stazione per l’Alpago, Cadola-Soccher, Ponte nelle Alpi-Polpet, quest’ultima peraltro già recentemente oggetto di interventi di rigenerazione urbana). Per quanto riguarda poi il sistema residenziale e insediativo: “Il Pat promuove il mantenimento e l’incremento della residenza nei centri e agevola l’insediamento di nuove attività di servizio anche attraverso l’utilizzo del credito edilizio; inoltre persegue il recupero del patrimonio esistente, la saturazione delle aree intercluse, la densificazione edilizia in Destra Piave, il contenimento del consumo di suolo, e un generale miglioramento dei servizi e degli spazi pubblici”.
Sul fronte dei servizi è confermata la concentrazione in Destra Piave e non sono previste nuove importanti attrezzature, dicono le autorità: “Confermati tra i servizi a scala urbana il Parco Casa Rossa (già oggetto di rigenerazione urbana), il polo sportivo di Polpet, il polo scolastico di viale Dolomiti vicino alla biblioteca civica (anche questa oggetto di recenti lavori di riqualificazione)”. Interessanti, conclude la Provincia, le previsioni per il sistema produttivo, che confermano le aree produttive esistenti e la vocazione produttiva di Paludi individuata come “Polo della logistica” di valenza provinciale dal Piano territoriale provinciale: “Infine, per il sistema turistico, le azioni del Pat sono volte alla promozione dell'ospitalità diffusa sul territorio, al recupero e alla valorizzazione della rete dei percorsi in quota, alla tutela e valorizzazione delle zone di maggior interesse turistico e delle frazioni”.












