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| 07 apr 2023 | 13:08

Dalla mensa dei frati Cappuccini a quella del Punto d'Incontro e al Banco Alimentare, la Coop dona oltre 5 mila colombe per chi si trova in difficoltà

Negli anni scorsi, il gesto è andato a favore dei lavoratori del comparto sanitario, che hanno affrontato la pandemia in prima linea. Quest'anno è si è deciso di donare una colomba per ogni persona e famiglia servita da Banco Alimentare e oltre 300 colombe ai più bisognosi che si recano alla Mensa della Provvidenza dei Frati Cappuccini di Trento e alla mensa gestita dalla Cooperativa Punto d’Incontro

Dalla mensa dei frati Cappuccini a quella del Punto d'Incontro e al Banco Alimentare
di Redazione

TRENTO. Sono 5 mila le colombe che sono state donate dalle cooperative Trentine alle persone che si trovano in difficoltà. Sono sempre di più le famiglie che chiedono aiuto.

 

Il caro bollette e l’incremento del costo della vita hanno reso la situazione insostenibile. Le colombe pasquali sono state donate al Banco Alimentare del Trentino Alto Adige/Landestafel ODV, alla Mensa della Provvidenza dei Frati Cappuccini e alla mensa gestita dalla Cooperativa Punto d’Incontro.

 

Negli anni scorsi, il gesto è andato a favore dei lavoratori del comparto sanitario, che hanno affrontato la pandemia in prima linea. Quest'anno oltre 4.500 colombe sono state consegnate ai volontari del Banco Alimentare del Trentino Alto Adige/Landestafel ODV che le daranno alle persone e alle famiglie assistite quotidianamente. Attiva nella beneficenza e assistenza sociale, l’Associazione aiuta le persone in stato di bisogno e si contrasta i problemi della fame, dell'emarginazione e della povertà, mediante la raccolta di alimenti e della loro distribuzione ad Enti ed iniziative che si occupano dell'assistenza e dell'aiuto ai poveri ed agli emarginati.

 

Altre 300 colombe andranno invece alla Mensa della Provvidenza dei Frati Cappuccini e alla mensa gestita dalla Cooperativa Punto d’Incontro.  Entrambe di Trento, la prima distribuisce la cena, a persone senza casa o con problemi economici, per un totale di circa 160 nuclei famigliari, grazie al lavoro di 350-400 volontari che ogni giorno si alternano; la seconda, offre ogni giorno, dalle 12.30 alle 13.30, il pranzo a coloro che non se lo possono permettere, a patto che rispettino due regole: gli orari indicati e il divieto di buttare il cibo.

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