"E' urgente estendere la zona 30 e posizionare i dossi", la Fiab dopo la terribile tragedia di via Venezia: "La violenza stradale continua a sacrificare giovanissime vite"
Dopo il tragico incidente in via Venezia a Trento costato la vita alla 16enne Aliyah Freya Macatangay e al 22enne Federico Pezzè, la Fiab chiede misure per migliorare la sicurezza stradale: "L'attuazione di estese zone 30 è necessità inderogabile e urgente. Essenziale anche posizionare efficaci e seri impedimenti fisici alla velocità"

TRENTO. Abbassamento dei limiti di velocità e il posizionamento di dossi rallentatori. La Federazione italiana ambiente e bicicletta di Trento ritorna a chiedere misure concrete per migliorare la sicurezza stradale in Trentino.
"Siamo attoniti e angosciati, come il resto della comunità di fronte alla duplice tragedia conseguente al tremendo schianto di via Venezia", commenta la Fiab di Trento. "Vorremmo condividere un pensiero sugli episodi di violenza stradale che troppo spesso vedono sacrificate giovanissime vite. Non vogliamo discutere dell’incidente specifico e delle responsabilità individuali, ma riteniamo doveroso fare una riflessione sulle responsabilità collettive e sulla necessità di agire concretamente per evitare che la violenza stradale continui a uccidere i nostri figli".
La città è ancora scossa per il tragico evento di giovedì scorso, il terribile incidente costato la vita alla 16enne Aliyah Freya Macatangay e al 22enne Federico Pezzè. Nelle indagini delle forze dell'ordine è emerso che la moto stava viaggiando a una velocità molto superiore ai 50 chilometri orari e che è transitata con il semaforo arancione mentre la ragazza non avrebbe atteso il verde pedonale (Qui articolo). La Fiab rilancia sulla necessità di interventi in materia sicurezza stradale.
"Il fatto che sia possibile, nel contesto urbano, raggiungere velocità devastanti - aggiunge Fiab - dimostra che l’attuazione di estese zone 30 è necessità inderogabile e urgente, per obbligare a quel cambiamento di mentalità quando si è alla guida di un mezzo motorizzato, a tutela di coloro che si spostano 'senza corazza' (a piedi, in bici, con i monopattini) e non solo".
Non solo l'abbassamento dei limiti, la Fiab ritiene opportuno posizionare dossi rallentatori. "L’attuazione delle zone 30, con efficaci e seri impedimenti fisici alla velocità, controllata diffusamente, costituisce un passaggio essenziale per la sicurezza di tutti. Riteniamo fuorviante e controproducente, invece, porre l’accento sulla presunta pericolosità dei monopattini, rispetto alla quale invitiamo a leggere le statistiche (Istat) dei morti della strada suddivisa per tipologia di mezzi coinvolti (e in particolare "chi" uccide "chi"). L’uso dei monopattini è parte delle abitudini di spostamento delle nuove generazioni le quali, piaccia o meno, li utilizzano sempre più diffusamente".
La Faib si rivolge alla Giunta comunale. "La priorità deve allora essere la 'mobilità e transizione ecologica', denominazione di uno dei suoi Assessorati che non può rimanere un auspicio o una semplice ambizione, pena il rischio di perdere altre vite. Infatti, la centralità del ruolo politico nelle scelte su queste tematiche è palese, basti ricordare il caso di Pergine dove, in viale Dante, grazie ai dossi rallentatori voluti da un Sindaco fermamente determinato, è impossibile lanciarsi a velocità pericolose.
Infine, "vogliamo ricordare anche ai candidati alle elezioni politiche provinciali che non è più accettabile l’oblio irresponsabile della politica rispetto al fenomeno della violenza stradale", conclude la .


















