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Trento
06 dicembre | 19:24

Fugatti conferma Gatti come responsabile di gabinetto ma da 5.500 euro al mese la fa passare a 7.800. Per lei oltre 100mila euro l'anno

La 36enne continuerà a fare quel che ha fatto nei cinque anni precedenti ma il suo compenso è stato aumentato del 30%. Un bel salto in avanti economico mentre negli stessi giorni l'Apss lancia il bando per gli infermieri. Per loro 25mila euro all'anno di compenso

Foto Imagoeconomica

TRENTO. Pochi giorni fa l'Azienda sanitaria ha lanciato un bando per infermieri, ''merce'' sempre più rara e necessaria per tenere in piedi il sistema sanitario provinciale. Lo stipendio base previsto è di 25mila euro lordi annui, circa 2.000 euro al mese (lordi) per un contratto a tempo determinato che va a retribuire delle figure chiave per la tenuta del territorio. I sindacati si sono battuti per mesi con la Giunta Fugatti per ottenere gli aumenti dovuti per i dipendenti pubblici almeno per coprire gli aumenti dovuti all'inflazione reale (stimata tra il 2022 e il 2023 intorno al 15%).

 

In questi giorni chi sicuramente ha ottenuto un bell'aumento in busta paga è la Responsabile dell'Ufficio di Gabinetto del Presidente Fugatti. Per questa legislatura Fugatti ha confermato Serena Gatti, oggi 36enne, con laurea triennale in Scienze politiche, alle spalle e poi esperienze lavorative quasi solo nella Lega se si eccettua un primo lavoro in un'agenzia viaggi. Gatti ha già ricoperto lo stesso ruolo nei cinque anni passati con Fugatti presidente ma se nella scorsa legislatura è stata pagata 5.500 euro al mese (lordi) per tredici mesi, per questa che va a cominciare, per fare la stessa cosa che ha fatto fino all'altro ieri, ne prenderà 7.800 lordi al mese per tredici mensilità.

 

Così ha deciso il presidente Fugatti con una delibera di nomina. E se nella passata legislatura la delibera del presidente specificava che ''non competono compensi per lavoro straordinario o collegati alla produttività'' (delibera 2138 del 2018) quella di venerdì scorso specifica ''con l'esclusione del riconoscimento del lavoro straordinario e dei compensi di produttività'' (delibera 2172 del 2023).

 

Insomma per lei una paga da oltre 100mila euro l'anno a fronte dello stesso ruolo ricoperto nella scorsa legislatura. Sicuramente un bell'aumento, di 2.300 euro al mese, una cifra che da sola è superiore allo stipendio base di quegli infermieri che si chiamano a raccolta disperatamente con un bando pubblicato il 1 dicembre (Determinazione dell'Apss n° 1537) nello stesso giorno della delibera del presidente, per una crescita che si avvicina al 30%, roba che se la si applicasse a tutti i contratti (pubblici ma anche privati perché no) si riuscirebbe a coprire due inflazioni reali stimate.

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