I giovani assieme al Serd per scrivere una canzone: “Quando la musica diventa riabilitazione”. Ecco l’iniziativa dell’Ulss Dolomiti
“Giorni Scemi” è il titolo del brano scritto, suonato ed interpretato dai partecipanti durante il laboratorio di songwriting organizzato dal Dipartimento delle dipendenze dell’Ulss Dolomiti e rivolto ai giovani utenti che afferiscono ai Serd del territorio. Ecco i dettagli

BELLUNO. “Tutti hanno vinto, perché sono riusciti ad esprimere sé stessi in modo autentico e sincero”. Sono queste le parole con le quali Amalia Manzan, direttrice del Serd dell’Ulss Dolomiti, presenta i risultati del terzo appuntamento del laboratorio di songwriting organizzato dal Dipartimento delle dipendenze dell’azienda sanitaria del Bellunese rivolto ai giovani utenti che afferiscono ai centri del territorio.
“Giorni scemi” è il titolo del brano scritto, suonato ed interpretato dai partecipanti all’iniziativa, organizzata per il terzo anno consecutivo dagli educatori del dipartimento all’interno del Piano triennale per le dipendenze. Domani sera, dice l’Ulss, giovedì 23 novembre, sarà presentato il videoclip della canzone in un incontro (“Ti scrivo una canzone… quando parole e musica diventano riabilitazione) alle 20 e 30 in Sala Bianchi a Belluno.
Il percorso è stato articolato in sei incontri, condotti dal musicoterapeuta Marco Anzovino, con l’obiettivo di creare un gruppo di utenti che attraverso un percorso artistico, aggregativo e di condivisione possa imparare a comunicare, a raccontarsi e a veicolare emozioni e stati d’animo con i testi delle canzoni, la melodia di una musica, il canto. La musica infatti, quale linguaggio universale e importante strumento relazionale e comunicativo, ha permesso agli utenti di esprimere le loro emozioni e trovare una nuova spinta verso un cambiamento di vita.
“Durante il laboratorio – dice Manzan – si è lavorato per fornire ai partecipanti strumenti, tecniche, linguaggi, approcci formativi legati alla musica, che sono diventati un mezzo cosciente e positivo per la loro crescita ed il loro sviluppo di relazione. È stato offerta loro un’esperienza di vita, di gruppo e di protagonismo positivo facendo emergere le loro capacità, i loro talenti, i loro sentimenti, i loro pensieri. È stata un’esperienza fondata su valori importanti quali il divertimento sano, la collaborazione, il confronto, il superamento di eventuali difficoltà. Un percorso che non si è basato sulla competizione, anzi, è stato proprio l’aiuto del gruppo a rendere migliore la performance di ognuno”.


















