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Belluno
13 febbraio | 16:19

Studenti protagonisti in azienda: un laboratorio per sperimentare l’innovazione nell’artigianato. “Sempre più necessario far incontrare imprese e scuole”

Si è conclusa la fase sperimentale del progetto “GenerAZIONI in imprese”, ideato dal Gal Prealpi e Dolomiti nell’ambito di Belluno Sinergy Lab. L’idea era far partecipare attivamente gli studenti in azienda: i giovani del liceo STEM hanno infatti raccolto le “sfide” di due imprese artigiane per ideare concretamente un prodotto. Abbiamo intervistato Gal e Cerentin F.lli Lattonerie, che ci raccontano com’è andata

BELLUNO. Una tre giorni di immersione nel mondo aziendale a 360 gradi: grazie a un’iniziativa del Gal Prealpi e Dolomiti, circa 15 studenti delle scuole superiori hanno potuto non solo conoscere due realtà aziendali del territorio, ma creare per esse un vero e proprio progetto. E forse vederlo realizzato.

 

Si chiama “GenerAZIONI in imprese” ed è un’iniziativa sperimentale portata avanti nell'ambito di Belluno Sinergy Lab, il progetto nato per costruire un ecosistema della conoscenza in provincia (qui il dettaglio). Come per tutto ciò che riguarda l’ecosistema, il punto di partenza sono formazione e innovazione. GenerAZIONI ha infatti chiamato in causa direttamente i giovani, in maniera innovativa. “Ci siamo accorti - racconta l’ente a Il Dolomiti - che c’era bisogno di coinvolgere maggiormente i ragazzi e fare qualcosa di più concreto sia per le imprese sia per le scuole. Perciò abbiamo avviato un progetto pilota che, visti i riscontri positivi, speriamo di poter proporre a tutte le scuole del territorio”.

 

La sperimentazione ha coinvolto al momento una classe terza del liceo STEM all’Istituto canossiano di Feltre e due aziende: Plastics Srl di Limana (per Confartigianato) e Cerentin F.lli Lattonerie di Borgo Valbelluna (per Appia Cna). Come ci spiega il Gal, l’approccio usato è quello del “design thinking”, che permette agli studenti di dare vita a nuove idee nuove, fare squadra e sviluppare empatia, in questo caso anche verso il cliente: i ragazzi, infatti, hanno lavorato a una sfida lanciata direttamente dalle aziende.

 

La prima mattinata è stata dedicata agli aspetti economici: Giulio Buciuni, professore associato al Trinity College di Dublino, ha offerto una panoramica del territorio, la storia delle sue aziende e le prospettive necessarie per il futuro - in linea con tematiche da lui già affrontate (qui l’articolo). Poi le aziende si sono presentate e hanno lanciato la sfida, sulla quale gli studenti hanno lavorato il secondo giorno direttamente in sede.

 

Plastics Srl, produttrice tra le altre cose di cablaggi per la refrigerazione, ha chiesto di progettare una spina più piccola richiesta da un client cliente, tale da evitare che lo stesso si rivolga ai competitor, mentre Cerentin F.lli ha proposto di pensare a un prodotto a partire dagli scarti del metallo. “La sfida - ci racconta Fabio Cerentin, co-titolare - era di farli andare oltre edilizia e lattoneria e creare qualcosa di nuovo con gli scarti delle nostre lavorazioni, come piccoli oggetti di uso quotidiano da reinventare con il metallo. Doveva però essere un oggetto unico, con una firma e un contenuto che richiamassero l’azienda e i nostri luoghi”.

 

L’esito è stato positivo: in Plastics, i ragazzi hanno disegnato la spina di dimensioni ridotte su cui l’azienda sta ora lavorando, mentre in Cerentin F.lli sono state abbozzate idee per oggetti di arredo con una prospettiva originale che, al momento, l’azienda non vuole rivelare. “Abbiamo dato piena disponibilità - prosegue Cerentin - per rivedere i ragazzi, e non escludiamo si possa fare quello che ci hanno proposto. Raccogliendo la sfida dell'ecosistema, abbiamo chiesto loro di immaginare un domani di lavorare qui e far conoscere al cliente il prodotto tramite un’esperienza: speriamo quindi si siano sentiti stimolati e abbiano capito che l’artigianato può dare loro un futuro nel quale, liberi da sovrastrutture, possono sperimentare ciò che vogliono, anche qui a Belluno".

 

Il progetto si è concluso nuovamente in aula, con un’ultima lezione su funzioni più intangibili, come il marketing, la conoscenza dei competitor, la comunicazione: insomma, logiche di mercato che gli studenti hanno toccato con mano, andando in rete alla ricerca delle informazioni per le rispettive aziende. “Ogni parte è servita loro - conclude il Gal - per capire che, nelle nostre imprese, non c’è solo la produzione. Per questo siamo fiduciosi di poter proporre il progetto in tutte le scuole, anche a indirizzo umanistico. Oggi è quanto mai importante spingere le imprese a mettersi in gioco nelle scuole, raccontarsi in modo diverso e, nello stesso tempo, far lavorare attivamente i ragazzi. Il feedback da parte degli insegnanti è stato infatti positivo: anche gli studenti solitamente meno partecipi si sono dimostrati entusiasti, sia nella progettazione sia nella scoperta del mondo economico”.

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