Il Cai cancella Mussolini dall'albo dei soci onorari. "Non un'azione politica, ma di coerenza"
Ieri, sabato 20 maggio, il presidente Montani ha annunciato la cancellazione del dittatore fascista dall'albo dei soci onorari del Cai. "Io non so perché nel 2023 il nome di Benito Mussolini sia ancora su quell’elenco, da domani non ci sarà più”

BIELLA. Il Cai cancella il nome di Benito Mussolini dall’albo dei soci onorari. Una sorta di damnatio memoriae arrivata nel 2023, ovvero quasi 80 anni dopo la morte del dittatore italiano, ma non per questo meno rilevante. L’annuncio del gesto da parte del più grande club alpinistico italiano è arrivato ieri, sabato 20 maggio, in occasione dell’assemblea annuale del Cai in corso a Biella in onore dei 150 anni della sezione locale.
A comunicarlo è stato il presidente nazionale Antonio Montani: “Oggi abbiamo scritto due nomi in un libro che è custodito nella sede centrale del Cai, che in 160 anni di storia ha poco più di cento nomi iscritti. Racchiude tutti i soci onorari e si tratta veramente dei più bei nomi della storia dell’alpinismo. Al numero 49 di quell’elenco compare il nome di Benito Mussolini. Io non so perché nel 2023 il nome di Benito Mussolini sia ancora su quell’elenco, da domani non ci sarà più”.
L’scrizione di Mussolini al Cai avvenne nel corso dell’avvicinamento del Club al regime. Dopo il 1922 infatti, come molte associazioni presenti all’epoca, il Cai subì una lenta e progressiva uniformazione al potere politico, perdendo così la propria tradizione liberale. Nel 1927 venne inserito all’interno del Coni, finendo quindi direttamente sotto il controllo del Partito Nazionale Fascista. Controllo che diventò via via sempre più stringente con la nomina di Turati, segretario del Partito, a presidente del Club e col trasferimento della sede centrale a Roma.
Con la caduta del regime il Club ritornò ai valori che ancora oggi lo contraddistinguono. La cancellazione del nome di Mussolini dall’albo dei soci onorari si inserisce processo di autocritica e di assunzione di responsabilità intrapreso dal Cai, coerentemente con i propri valori, che sono “incompatibili con ogni forma di regime totalitario”, come dichiarato ieri dal presidente Montani. Sempre all’interno di questo processo, il Club ha di recente portato alla riammissione dei soci ebrei espulsi in seguito alle leggi razziali per recuperarne ed onorarne la memoria. “La recuperata memoria sia ora affidata alle generazioni future. Questa non è sicuramente un’azione politica ma di coerenza”, conclude il presidente.













