Il Fatto Quotidiano attacca la Cassa Rurale per il tirocinio sull'arte: ''Da fame'', ''E' l'occupabilità all'italiana''. La replica: ''Idea di sfruttare i giovani ci fa inorridire''
L'istituto di credito della Vallagarina ha lanciato un bando per un tirocinio formativo per neolaureate/i di sei mesi per catalogare il patrimonio artistico e la protesta è montata sui social. Il Fatto Quotidiano ha ripreso la notizia in chiave polemica e oggi replica il presidente della Cassa Rurale Maffei: ''Siamo una banca cooperativa che, per statuto, non persegue obiettivi di lucro individuale, ma il vantaggio collettivo''

ROVERETO. ''E' l'occupabilità all'italiana'' titolava il Fatto Quotidiano, oggi, in prima pagina riferendosi al tirocinio messo a bando dalla Cassa Rurale Vallagarina per catalogare le opere d'arte patrimonio dell'istituto. Nella sezione online l'articolo è stato inserito nella sezione Economia con un sottotitolo in azzurro ''Da Fame'' e titolo ''Catalogare opere d’arte a 5€ l’ora. Lordi''. La notizia l'aveva data il Dolomiti tre giorni fa, riportando quanto comunicato dalla Cassa Rurale della Vallagarina (QUI ARTICOLO) e sui social era scoppiata la protesta di chi si lamenta sempre e comunque esperto a giorni alterni di sport, medicina, geopolitica e lavoro.
Il Fatto Quotidiano non si è lasciato scappare l'occasione e ha rilanciato la cosa in chiave polemica cavalcando la protesta. Oggi l'istituto di credito replica a quanto uscito sul giornale di Marco Travaglio chiarendo di essere ''una banca cooperativa che, per statuto, non persegue obiettivi di lucro individuale (o remunerazione di azionisti), ma il vantaggio collettivo, destinando oltre il 70 per cento dei propri utili netti annuali a riserva (cioè a beneficio delle prossime generazioni) che nel 2022 ha erogato 600mila euro a favore di enti e associazioni di volontariato''. Concludendo, per bocca del suo presidente Maurizio Maffei, che ''solo l’idea di sfruttare i giovani anziché sostenerli ci fa, come immagina, inorridire''.

Ecco, allora, chiarimenti e spiegazioni alle critiche piovute
Gentile direttore,
leggo su Il Fatto quotidiano una notizia che riguarda la Cassa Rurale che mi onoro di presiedere: un bando per un tirocinio formativo (sottolineo: formativo) di sei mesi per un/a giovane neolaureato/a con l’incarico di catalogazione delle opere d’arte patrimonio dell’istituto. La nota del suo quotidiano farebbe riferimento allo sfruttamento dei giovani laureati, con un compenso di 5 euro all’ora.
Mi permetta di esprimere alcune considerazioni.
1. La Cassa Rurale con questo bando ha inteso dare una opportunità ad un/a giovane laureato/a del nostro territorio di acquisire una esperienza concreta sul campo, da spendere poi nel proprio curriculum, in un settore che, come si può capire, non è “core” per un istituto di credito;
2. il/la tirocinante non sarà solo/a, anzi, sarà guidato/a e formato/a da due esperti d’arte (anch’essi di provenienza del territorio di competenza della Cassa) con vasta esperienza dimostrabile dai loro curricula nel settore artistico e organizzativo (mostre, cataloghi, eventi);
3. il compenso omnicomprensivo (il numero di ore è indicativo), cui si deve aggiungere il rimborso spese, è in linea con la normativa sui tirocini – che anzi nella maggior parte dei casi sono gratuiti, come rilevato dall’articolo - ed intende riconoscere un valore alla preparazione teorica, sempre in un contesto formativo e non di pura consulenza;
4. va da sé che per noi sarebbe stato più semplice incaricare professionisti del settore a realizzare il lavoro. Ma una Cassa Rurale come la nostra ha a cuore la propria comunità, a partire dai giovani. Non sfugga il fatto che tra il 2019 e il 2022 abbiamo assunto 13 giovani (su 15 nuovi ingressi), di cui 5 solo nel 2022 (4 donne e un uomo) nati tra il ’94 e il ’99.
Detto questo, la prego di riconsiderare i contenuti dell’articolo alla luce di una interpretazione più attinente alla realtà dei fatti, in un contesto di una banca di territorio che ogni anno mette in campo numerosissime iniziative a favore della propria comunità.
Una banca cooperativa che, per statuto, non persegue obiettivi di lucro individuale (o remunerazione di azionisti), ma il vantaggio collettivo, destinando oltre il 70 per cento dei propri utili netti annuali a riserva (cioè a beneficio delle prossime generazioni).
Nel 2022 inoltre, abbiamo erogato 600mila euro a favore di enti e associazioni di volontariato. Solo l’idea di sfruttare i giovani anziché sostenerli ci fa, come immagina, inorridire.
PS: La Cassa Rurale non ha risposto alla vostra mail di richiesta di informazioni non perché difettasse di argomentazioni, ma per il tono che faceva presupporre una non accettabile posizione preconcetta.
Maurizio Maffei – presidente Cassa Rurale Vallagarina














