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Trento
28 settembre | 06:01

Servizio civile in agricoltura? Calovi: "Bene avvicinare i giovani a questo mondo ma 500 euro sono pochi". Guarda: "Incentivo a  sfruttare legalmente i ragazzi nei campi"

"E' lavoro sottopagato, una presa in giro per chi chiede condizioni di lavoro e redditi dignitosi” è il commento che arriva dall'europarlamentare Cristina Guarda.  Il Servizio Civile Agricolo, frutto di un protocollo d'intesa firmato lo scorso novembre dal Ministro Abondi e il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Lollobrigida, prevede una prima sperimentazione per 1.000 giovani dai 18 ai 28 anni

TRENTO. E' bastato l'annuncio per far scatenare già numerose polemiche. La nascita del nuovo servizio civile agricolo non piace a molti. “Per la prima volta i giovani potranno servire la Patria con un’attività di valore agricolo”, ha dichiarato il ministro  Lollobrigida in un messaggio definito da più parti “nostalgico”. 

 

L'obiettivo del progetto che è stato lanciato nelle scorse ore e sarebbe quello di favorire l'inclusione sociale, sviluppare nuove professionalità in ambito agricolo e rafforzare il legame tra giovani e territorio. “Attraverso questa nuova opportunità, che contribuirà anche a rafforzare il rapporto di fiducia tra i giovani e le Istituzioni, ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni potranno mettersi in gioco in forme innovative di servizio e di impegno in un settore strategico per l'Italia, come è quello dell'agricoltura". 

 

L'iniziativa al momento ha raccolto pareri contrastanti. Dal mondo agricolo trentini i dubbi sono tanti. A spiegarcelo è Paolo Calovi alla guida della Confederazione Italiana Agricoltori del Trentino. “Di certo è positivo che ci sia una iniziativa che possa in qualche modo avvicinare i giovani al mondo dell'agricoltura perché ne abbiamo bisogno ma speriamo che non sia solo un annuncio politico perché i punti non chiari sono tanti”. 
 
Il Servizio Civile Agricolo, frutto di un protocollo d'intesa firmato lo scorso novembre dal Ministro Abodi e il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Lollobrigida, prevede una prima sperimentazione per 1.000 giovani dai 18 ai 28 anni, con un investimento inziale di circa 7 milioni di euro messi a disposizione dai due Ministeri. Ai giovani verrà poi dato un rimborso di 507 euro al mese dallo Stato. 

 

“Dare 500 euro al mese – spiega Calovi – è davvero poco per i ragazzi che decidono di intraprendere questa strada. Se poi dovessimo a dover integrare questo contributo non so quanto si potrebbe andare avanti”. 

 

Gli enti che decidono di aderire a questo nuovo Servizio civile agricolo a partire dal prossimo 2 ottobre 2024 con scadenza il 28 novembre 2024 potranno presentare i loro progetti spaziando in vari ambiti dell'agricoltura e delle realtà rurali prevedendo, a titolo esemplificativo, attività di assistenza e terapeutiche rivolte a persone con disabilità o altri soggetti fragili, offrendo servizi, anche di tipo educativo o ricreativo, per bambini o ragazzi, oppure attuando iniziative di conoscenza, promozione e tutela dei prodotti agricoli e alimentari del made in Italy, fino alla conoscenza e promozione dei corretti stili di vita alimentari, anche per prevenire e contrastare i disturbi legati all'alimentazione o per ridurre lo spreco alimentare e valorizzare l'economia circolare. Sarà inoltre possibile attuare iniziative di promozione e sviluppo del coworking rurale, di educazione ambientale e alimentare, a tutela della biodiversità animale e del territorio (in particolare quello forestale), valorizzando le risorse agricole e riconoscendo il ruolo multifunzionale svolto dalle imprese agricole, in particolare quelle giovanili. 

 

E' lavoro sottopagato, una presa in giro per chi chiede condizioni di lavoro e redditi dignitosi” è il commento che arriva dall'europarlamentare Cristina Guarda che boccia la proposta arrivata dal governo italiano  “Di servizio civile questa proposta non ha nulla, è un incentivo a  sfruttare legalmente i giovani nei campi, normalizzando il lavoro agricolo sottopagato” ha spiegato l'eurodeputata dei Verdi con lunga esperienza personale nel settore agricolo e membro effettivo della commissione agricoltura al Parlamento Europeo.

 

Lo spirito del servizio civile dovrebbe permettere ai giovani di contribuire direttamente al benessere della propria comunità compiendo un’esperienza formativa ma, spiega l'Europarlamentare,  non sembra questa la direzione del ministero.  “Non ha nessun beneficio per la comunità, si tratta di vero e proprio lavoro di bracciantato, pagato 500 euro al mese che rasenta i limiti della dignità. È sfruttamento legalizzato e normalizza le basse retribuzioni del settore agricolo” continua Guarda, aggiungendo: “Il Ministro ha scelto di legalizzare lo sfruttamento, che allontanerà definitivamente i giovani dal lavoro nei campi, quando aveva invece l’opportunità di promuovere nuove pratiche solidali e sostenibili. Siamo ben lontani dal rispondere alle richieste emerse con forza negli ultimi mesi per garantire redditi equi ai produttori e ai lavoratori agricoli, nonché il rispetto e la tutela dei loro diritti”.
Guarda, dal canto suo, avanza una controproposta: “si crei un servizio civile mirato alla cura dei propri territori e delle proprie comunità, che costruisca l’esperienza che ci serve per un nuovo modello di agricoltura sociale e sostenibile”.

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