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| 07 set 2023 | 18:24

Il mercato immobiliare del Trentino è in continuo calo, atti notarili giù del 14%: pesano i tassi di interesse sui mutui e il rallentamento dell'economia trentina

A preoccupare anche la decisione dell'Unione Europea  che per il 2030 ha stabilito che tutti gli immobili dovranno avere una classe energetica almeno “D”. "Con la conseguenza che gli immobili in classe F e G, circa 12 milioni in Italia, subiranno una perdita consistente di valore" ha spiegato il presidente Rigotti 

Il mercato immobiliare del Trentino è in continuo calo, atti notarili giù del 14%

TRENTO. Sono dati negativi quelli che arrivano dal mercato immobiliare del Trentino. Per il periodo aprile-giugno 2023 è stato segnalato un calo del 14% di atti notarili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

A fotografare la situazione è Fimaa Trentino presenta il consueto report trimestrale sull’andamento del mercato immobiliare.

 

“L’impressione con cui avevamo presentato i risultati del primo trimestre 2023 - spiega il direttore Paolo Borzaga - si è confermata corretta in questo secondo trimestre dell’anno: c'eravamo lasciati con dei numeri e delle percentuali che non facevano sicuramente presagire nulla di buono né sperare in un cambio di tendenza, ed infatti i dati anche nel secondo trimestre vanno nella medesima direzione, anzi registriamo un ulteriore leggero calo”.

 

Secondo i dati forniti da Fimaa siamo passati dalle 2.593 compravendite di immobili residenziali ad uso abitativo del 2022 ai 2.224 del 2023: questo è il dato dell’intero semestre 2023. Per quanto riguarda invece il secondo trimestre di quest'anno siamo passati dalle 1.433 compravendite del secondo semestre 2022 alle 1.194 del secondo semestre 2023, quindi con un calo del 16,68%.

 

“Va detto che questo calo – ha spiegato Borzaga - forse non di queste proporzioni, era comunque prevedibile poiché il 2022 ha registrato una sorta di 'ubriacatura' post-covid. Il dato comunque ci fa supporre, accanto anche ad altre valutazioni esterne al mercato immobiliare, che l’economia italiana e trentina stia subendo un rallentamento evidente”.

 

Ad impattare sulle famiglie sono soprattutto gli aumenti dei tassi di interesse come ha spiegato Severino Rigotti. “Comportano aumenti che si fanno sentire sui bilanci delle famiglie. Ieri la Camera di commercio ha diffuso i dati della flessione del mercato reale attorno al 4%: una flessione importante se la riflettiamo poi sul mercato immobiliare, che, è bene ricordarlo, è il primo a dare segnali di eventuali crisi economiche. L'unico dato positivo, se così possiamo dire, è che  fino ad ora i prezzi degli immobili in Trentino stanno tenendo, mentre altrove sentiamo di cali anche del 10/15%”.

 

A confermare l'andamento anche il notaio Orazio Marco Poma che parla di “una contrazione dell’intera attività notarile”, che comprende quindi anche donazioni, successioni, mutui. Rispetto al secondo trimestre del 2022, il medesimo periodo di quest’anno ha subito una contrazione del 14%, mentre solo per le compravendite siamo ad un valore del -16/-17%.

 

“Sono tendenze che osservano anche i professionisti associati - spiega il presidente Rigotti - anche se il mercato che copriamo è circa il 55% dell’intero territorio provinciale. C’è una data però che dobbiamo tenere presente, che è il 2030, ovvero l’anno entro il quale l’Europa ha deciso che tutti gli immobili dovranno avere una classe energetica almeno 'D', con la conseguenza che gli immobili in classe F e G, circa 12 milioni in Italia, subiranno una perdita consistente di valore. E stiamo parlando di immobili che, in molti casi, è complicato rinnovare e far salire di efficienza energetica. Ricordiamo che il Superbonus 110% ha interessato soltanto 350 mila edifici in tutta Italia; il governo, poi, ha stanziato per ora soltanto 10 miliardi di euro, mentre la previsione per adeguare l’intero parco immobiliare è di circa 100 miliardi”.

 

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