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| 17 gen 2023 | 05:01

''Il sistema informatico dell'Apss fa acqua da tutte le parti'', operatori in allarme: ''Rischio blocco dei reparti''. L'Azienda: ''Alcune situazioni complesse, le stiamo affrontando''

A partire dal primo gennaio in Azienda sanitaria è entrato in funzione un nuovo sistema informatico che si chiama "Sap" e che va a sostituire il vecchio "Eusis" adottato ai primi anni '90. il nuovo "cervello informatico" però ha diversi problemi a partire dalla gestione degli articoli nei reparti. L'Azienda sanitaria ha risposto spiegando che "Le richieste urgenti arrivate dai reparti hanno sempre trovato puntuale risposta''

Il sistema informatico dell'Apss fa acqua da tutte le parti'', operatori in allarme: Rischio blocco dei reparti''

TRENTO. Il “cervelloinformatico dell'Azienda sanitaria non funziona, qualcuno lo definisce un vero e proprio colabrodo e più passano i giorni, più la preoccupazione tra i dipendenti sale. “E' stato fatto un salto nel vuoto. Qui si può arrivare a mettere a rischio la sicurezza e la salute delle persone” spiegano a il Dolomiti alcuni operatori. 

 

Il motivo? Il sistema che ha il compito di gestire ordini, consegne a partire dalle semplici siringhe o le valvole cardiache fino ad arrivare alle protesi, si blocca, ha difficoltà nel rilevare i codici e non funziona di certo come dovrebbe. Quindi può succedere che un reparto chieda dei prodotti e che la richiesta non arrivi al magazzino oppure, se arriva, nessuno capisce chi l'ha inviata. “Se parliamo di siringhe – spiegano alcuni operatori – allora si può facilmente risolvere andando a prenderle in un altro reparto ma se ci si trova in un momento di urgenza e serve quel determinato prodotto immediatamente, allora davvero la situazione è problematica”. 

 

La gestione degli ordini e dei prodotti usati nei reparti è solo una parte delle mansioni che dovrebbe compiere questo nuovo sistema informatico, entrato in funzione ad inizio 2023. 

 

Prima, infatti, l'Azienda sanitaria utilizzava il sistema “Eusis”, realizzato da Gpi. “E' un sistema che è stato adottato tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Aveva fatto ormai il suo tempo anche se funzionava di certo meglio di quello che abbiamo oggi” spiegano sempre alcuni operatori a il Dolomiti.

 

Il nuovo “cervello” si chiama invece “Sap”. E' un sistema che sarebbe dovuto entrare in funzione già negli anni scorsi ma a la partenza era stata rinviata. Negli ultimi due anni è stato testato più volte ma le segnalazioni dei malfunzionamenti fatte dai dipendenti non sembrano aver portato la dirigenza sanitaria a cambiare idea che comunque, il primo gennaio di quest'anno, ha deciso di farlo partire

 

I problemi sono arrivati anche alle orecchie della consigliera provinciale del Pd, Lucia Maestri, che proprio nei giorni scorsi ha presentato una interrogazione per cercare di capire cosa stesse accadendo. La consigliera attraverso un documento chiede, infatti, quali siano le soluzioni, se ci sono, sul piano tecnico e politico per correggere con la massima urgenza le storture, i gap, le carenze ed il pessimo funzionamento complessivo del nuovo sistema operativo informatico. (QUI L'ARTICOLO

 

Tutti sapevano – ci spiega un'operatrice – che ci sarebbe stato un po' di trambusto ma nessuno avrebbe pensato che si arrivasse a questo punto. Non si riescono  a trovare gli articoli nei reparti, le ordinazioni non arrivano in magazzino, nei depositi dell'Apss si trovano in difficoltà. Non è un problema da poco, nei reparti dove si gestiscono migliaia di articoli si mettere a rischio la loro intera funzionalità”. 

 

Chi non riesce a effettuare l'ordinazione attraverso il sistema “'Sap” in queste settimane è stato costretto a telefonare oppure ad utilizzare la mail. La speranza, però, è quella che qualcuno possa risolvere in poco tempo quello che sta accadendo. 

 

“E' quello che tutti noi chiediamo – ci spiegano gli operatori – visto come sta funzionando questo nuovo sistema informatico per il quale peraltro avevamo già segnalato molti problemi. Ma non è stato previsto nessun paracadute. Siamo davvero in balia dei malfunzionamenti”.

 

 

LA POSIZIONE DELL'AZIENDA SANITARIA

 

“Ci sono puntali situazioni critiche e non le nego. Sono situazioni che stiamo cercando di risolvere nel più breve tempo possibile, non è una cosa banale da affrontare la complessità è tanta”. A spiegarlo a il Dolomiti è Sara Girardi direttrice amministrativa dell'Apss che nell'ammettere alcune problematiche con il passaggio al nuovo sistema informatico spiega anche che “A tutte le urgenze dai reparti è stata comunque data una risposta”.

 

E' bene chiarire, ha voluto spiegare la direttrice, che le prenotazioni sanitarie, ticket e gestioni degli stipendi del personale sono al momento gestiti con  un altro sistema.

 

Il gestionale che avevamo – spiega – è cresciuto con l'azienda. Adesso è stato fatto un salto di qualità a fronte di una scelta strategica valutata anche assieme alla Provincia. Il nuovo gestionale ha una sua solidità gestionale e una sua integrità”.

 

Vent'anni di contabilità, ammette la dirigente dell'Apss, costruita con approcci territoriali puntali,  non sono semplici da gestire. Parliamo di oltre 70 mila articoli, 8 mila contratti, oltre 12 mila fornitori.

 

“Si arriva ad avere la necessità di standardizzare gli approcci operativi. I problemi ci sono, nell'integrare i vari dati ed effettuare il travaso nel nuovo sistema ci dobbiamo dare il tempo per risolverli assieme passo dopo passo”.

 

Da un lato, spiega la dottoressa Girardi, stanno partendo gli ordini verso i fornitori e dall'altro si stanno dando esecuzione alle richieste dei reparti. “Questa è la cosa più importante – conclude Girardi - e non abbiamo avuto alcuna urgenza saltata grazie all'impegno di tutti”.

 

 

 

 

 

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