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| 02 gen 2023 | 17:58

Lo spaccio di latte e formaggi chiude “per mancanza di personale con voglia di lavorare”: è polemica. Il sindaco: “Messaggio molto preoccupante”

Il messaggio che sta facendo discutere della società che gestisce lo spaccio dedicato alla vendita di latte, formaggi, vino e salumi del territorio: “Con grande rammarico ci troviamo obbligati a sospende l’attività nello spaccio per mancanza di personale che abbia un minimo di voglia di lavorare”

Lo spaccio di latte e formaggi chiude “per mancanza di personale con voglia di lavorare”: è polemica
di T.G.

VALVASONE ARZENE. “Con grande rammarico ci troviamo obbligati a comunicare che a far data dal 2 gennaio 2023 la Cospalat sospende l’attività nello spaccio di Valvasone per mancanza di personale che abbia un minimo di voglia di lavorare”. È questo il cartello apparso sulle vetrine dello spaccio di Cospalat Friuli-Venezia Giulia di Valvasone, attività che mette in vendita vari prodotti di aziende locali fra cui latte, formaggi, vino e salumi.

 

Il messaggio ovviamente ha scatenato forti polemiche. Lo storico consigliere di Cospalat (Consorzio già finito al centro di un’inchiesta), Renato Zampa, intervistato da alcune testate locali, ha parlato di una provocazione. Tutto questo perché i candidati che si sono presentati ai colloqui di lavoro non avrebbero accettato le condizioni imposte dall’azienda che offre un lavoro da commesso nello spaccio di Valvasone.

 

Dal canto suo il sindaco di Valvasone Arzene, Markus Maurmair, parla di “un messaggio molto preoccupante dal punto di vista del rapporto datore di lavoro con i propri dipendenti. Bisognerebbe fornire tutte le informazioni del caso (stipendi, contesto lavorativo adeguato, come le temperature dei locali e capacità di gestire il personale) prima di esternare affermazioni così pesanti”.

 

Il primo cittadino sottolinea come l’attività, fino a questo momento, sia andata avanti grazie alla buona volontà delle persone che vi hanno lavorato ma che hanno dovuto affrontare situazioni molto difficili come due rapine a mano armata. “Credo non si meritino una cosa del genere – conclude il sindaco – non vorrei fosse una sorta di giustificazione per una chiusura preventiva collegata al fatto che nelle vicinanze aprirà un’altra attività similare”.

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