L'orsa Amarena uccisa a fucilate, gli animalisti: "Vittima di un clima d'odio nei confronti dei grandi carnivori fomentato da certa politica"
Le associazioni sono pronte a costituirsi parte civile nel processo. Gli animalisti intervengono sull'uccisione dell'orsa Amarena nel parco nazionale d'Abruzzo

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Richieste di pene esemplari alla giustizia e di norme severe alla politica per chi uccide gli animali. Senza “se” e senza “ma”. Dopo l’uccisione dell’orsa Amarena in Abruzzo, nella notte tra giovedì e venerdì, da parte di un residente nel Comune di San Benedetto dei Marsi, tutte le associazioni animaliste si schierano compatte, preannunciando ulteriori denunce nei confronti del responsabile e tutte comunicano che si costituiranno parte nell’eventuale procedimento a carico del responsabile (Qui articolo).
"L'uccisione dell'orsa Amarena - tuona in una nota l'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) - è solo l'ultimo di una serie di atti violenti contro gli animali che ha caratterizzato con una preoccupante escalation questi ultimi mesi. E' indispensabile la promulgazione di una legge che punisce con l'arresto e il carcere gli autori di simili efferati crimini, a partire dall'uccisore dell'orsa Amarena. Le norme attualmente in vigore e le pene che ne conseguono sono troppo blande perché, anche in questo caso l'uomo se la potrebbe cavare con una semplice denuncia a piede libero mentre per lui chiediamo gli arresti. Il governo si muova a legiferare, anche se non possiamo non sottolineare che le campagne di odio di questi tempi scatenati contro orsi e lupi in particolare in Trentino e le leggi uccidi orsi e lupi sicuramente hanno aiutato a creare il clima in cui avvengono questi reati efferati e criminogeni".
A intervenire anche la Leal. "I nostri legali stanno preparando la denuncia nei confronti di chi ha sparato", gli fa eco Gian Marco Prampolini, presidente della Lega Antivivisezionista. "Evidenziamo che l’attuale Governo sta creando una situazione incandescente nei confronti di orsi, lupi e selvatici in generale. Delegare responsabilità e giustificare le uccisioni di specie selvatiche facendole passare come le uniche soluzioni per la sicurezza dei cittadini non fa che incoraggiare il bracconaggio e alimentare un clima d’impunità dove in troppi si sentono legittimati a commettere crimini e a sfidare leggi e giustizia. L’uccisione di Amarena è un atto gravissimo: ci costituiremo parte civile”.
Il plantigrado è stato barbaramente ucciso da una fucilata la scorsa notte, giovedì 31 agosto. “L’animale simbolo della possibile convivenza pacifica tra umani e orsi - dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici - è caduta sotto il piombo di un fucile imbracciato da una persona che sarebbe già stata identificata. Non è noto il motivo del gesto che avrebbe mosso la mano assassina, a compiere un delitto così efferato, reso ancora più grave perché Amarena era stata avvistata pochi giorni fa accompagnata dai suoi cuccioli. Quanto accaduto la scorsa notte è il frutto esemplare della mentalità di dominio umano nei confronti della fauna selvatica. Il nostro primo pensiero va ai cuccioli di Amarena e alle loro possibilità di sopravvivenza: sosterremo il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise con ogni mezzo possibile e il nostro ufficio legale è già al lavoro per depositare la denuncia. Non molleremo fino a che il responsabile del vile assassinio non sarà condannato con una pena esemplare. Chiediamo perizia balistica per ricostruire con esattezza i fatti e autopsia dell’orsa presso il centro di referenza per la Medicina Forense veterinaria di Grosseto. Il 16 settembre, vigilia dell’apertura della stagione venatoria, saremo a Trento per protestare contro il più grande attacco mai sferrato contro la fauna selvatica. Invitiamo tutti a partecipare affinché nessun orso, lupo, o animale selvatico sia più vittima di una politica incapace di favorire la convivenza pacifica".
A dare la terribile notizia è il Parco Nazionale d'Abruzzo. “L’orsa Amarena - conclude l'Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) - è l’ennesima vittima non solo della pericolosità sociale d’invidui cui pur si concede il porto d’armi, ma anche del clima d’odio nei confronti dei grandi carnivori, fomentato in Italia da alcuni esponenti politici. L’Oipa si costituirà parte civile nel processo che si aprirà e auspica una condanna esemplare nei confronti del soggetto. Mentre il personale del Parco è alla ricerca dei due cuccioli, evidenziamo come questa tragedia sia una delle conseguenze della 'caccia alle streghe' che alcune Amministrazioni locali stanno aprendo in Italia nei confronti di orsi e lupi colpevoli solo di fare gli orsi e i lupi. Ricordiamo che a livello nazionale si sta cercando di deregolamentare la caccia nei confronti di specie protette anche a livello europeo cercando la sponda della stessa Ue. L’uccisione di Amarena e il dramma che stanno ora vivendo i suoi cuccioli è l’espressione di una propaganda malata, che crea paura e punta solo a intascare voti di chi vuole la legge del taglione per qualche danno, sempre risarcito. Apprezziamo il tono addolorato del comunicato del Parco, tono molto diverso da quello di altri gestori di territori in cui sono presenti i plantigradi. La nostra battaglia per la loro difesa nelle aule giudiziarie non si fermerà”.














