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| 02 set 2023 | 11:34

Orsi e lupi, dopo la morte di Amarena l'intervento del Cai: ''Atto da condannare senza se e senza ma". Aidaa: "Serve introdurre il reato di omicidio animale"

Per il Cai e il suo Gruppo Grandi Carnivori, l'unica strada percorribile per arrivare a una coesistenza tra uomo e grandi predatori è quella dell'equilibrio, volto alla conservazione di queste specie, accompagnata però da una corretta gestione delle criticità. L'Aidaa chiede inoltre al Governo di “rivedere le normative che in questo momento stanno favorendo un clima di pericoloso odio verso gli animali selvatici"

Orsi e lupi, dopo la morte di Amarena l'intervento del Cai: Atto da condannare senza se e senza ma
di Redazione

TRENTO. “Serve prima di tutto però una seria presa di coscienza da parte di molti sull'importanza della natura e della sua biodiversità (spesso risultato della positiva interazione tra uomo ed ambiente) che dobbiamo incentivare e preservare. Serve senso della misura nelle parole e nei fatti”. Usa queste parole il Cai, il Club Alpino Italiano, nel commentare quello che è successo all'orsa Amarena. Il plantigrado è stato ucciso da un colpo di fucile nella notte tra giovedì e venerdì.

 

"Il Club Alpino Italiano non può che condannare senza se e senza ma un gesto come quello dell'uccisione dell'Orsa Amarena” spiega il presidente Antonio Montani. “Siamo consapevoli della complessità del tema e che i territori montani possano vivere situazioni di criticità date dalla presenza dei grandi carnivori. È dunque necessario un serio dialogo tra le istituzioni per un percorso di coesistenza condiviso. Gesti simili non potranno certamente portare soluzioni utili ma solo a un inaccettabile imbarbarimento dei conflitti".

 

Per il Cai e il suo Gruppo Grandi Carnivori, l'unica strada percorribile per arrivare a una coesistenza tra uomo e grandi predatori è quella dell'equilibrio, volto alla conservazione di queste specie, accompagnata però da una corretta gestione delle criticità. Ricerca, monitoraggio, prevenzione dei danni, grande attenzione verso gli esemplari problematici, sulla gestione dei rifiuti nei centri abitati e su una corretta informazione sui comportamenti da tenere in caso di incontro ravvicinato, sono i punti sui quali puntare.

 

Il Gruppo Grandi Carnivori ribadisce infine l'importanza che gli animali selvatici restino tali evitando il più possibile l'uomo e le sue infrastrutture e questo molto spesso dipende dai nostri comportamenti e dalle nostre azioni. "Abituandoli a fidarsi delle persone - che purtroppo non sono tutte uguali, sensibili e rispettose - e a fonti alimentari inadeguate, li si espone maggiormente al pericolo di essere uccisi direttamente - come il caso in questione - o indirettamente, come nel caso del figlio di Amarena Juan Carrito" conclude il Cai.

 

Dura la presa di posizione che è arrivata in queste ore dall'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) che è tornata a chiedere di introdurre il reato di omicidio di animali con pene severe. "L'uomo che ha ucciso l'orsa Amarena – spiega l'associazione - risulta indagato per uccisione di animale protetto e rischia una pena irrisoria rispetto al suo reato. Occorre da subito introdurre in Italia il reato di omicidio di animali esteso sia agli animali domestici  fino agli esemplari delle specie protette con pene adeguate che vanno dai 5 ai 10 anni di carcere”.

 

L'associazione chiede inoltre al Governo di “rivedere le normative che in questo momento stanno favorendo un clima di pericoloso odio verso gli animali selvatici ed in particolare verso lupi ed orsi".

 

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