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| 19 mag 2023 | 08:39

Maltempo in Emilia Romagna, salgono a 13 i morti. I soccorritori scavano nel fango senza sosta, l'emergenza continua

Secondo i dati forniti dalla Regione Emilia Romagna sono più di 10mila gli evacuati, circa 900 vigili del fuoco e 700 i volontari al lavoro

Maltempo in Emilia Romagna, salgono a 13 i morti
di Redazione

TRENTO. Continua a salire, purtroppo, il numero di persone morte nel disastro causato dal maltempo in Emilia Romagna. Secondo le ultime informazioni ufficiali, sono 13 le vittime, morte nel fango, e si registra anche un disperso.

 

Sono però numeri provvisori perché l'acqua in alcuni centri ha spazzato via ogni cosa e l'impegno dei soccorritori sta andando avanti senza sosta.

 

L'azione degli operatori della Protezione civile del Trentino, che si è allargata ai territori di Sant’Agata sul Santerno e Conselice, nel Ravennate, dove fino a sabato opereranno circa 10 squadre di vigili del fuoco volontari e permanente che hanno in dotazione i gommoni per il recupero degli sfollati. Al loro fianco, sono presenti il gruppo tecnico forre del Soccorso alpino e speleologico e la Croce rossa del Trentino che garantisce un presidio sanitario.

 

LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA

Salgono a oltre 4.800 le persone che hanno trovato accoglienza nelle sedi allestite dai Comuni (palestre e alberghi) di cui 743 minori: oltre 4mila nel ravennate, 471 nel bolognese, 300 nel forlivese-cesenate e 32 nel riminese.

 

Oltre 10mila gli evacuati.  Sei le cucine mobili operative: due a Faenza, una a Riolo Terme, una a Solarolo, una a Sant’Agata e una a Forlì. Per mettere al sicuro chi si trova in abitazione a rischio sono sul campo quasi 900 vigili del fuoco di cui 562 arrivati da fuori regione con 125 automezzi.

 

In volo senza sosta anche l’elicottero del 118 di Ravenna per l’evacuazione di persone fragili.

 

 

Per quanto riguarda i volontari di protezione civile sono più di 700 quelli ieri al lavoro per portare soccorso alla popolazione. Oltre a quelli emiliano-romagnoli, se ne contano circa 374 che appartengono alle colonne mobili delle Regioni Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Umbria, Lazio, Toscana oltre che delle Province Autonome di Trento e Bolzano; 140 quelli appartenenti ad associazioni nazionali di protezione civile.

 

Dal 2 maggio, data dell’inizio del maltempo, salgono così a oltre 8000 le giornate/uomo messe in campo dai volontari di protezione civile.

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