Maxi-rissa in campo e l’arbitra sospende la partita: le squadre se ne vanno e lei rimane chiusa nell’impianto sportivo
Dopo la sospensione della gara per via della maxi-rissa, terminate le incombenze burocratiche, l’arbitra “non trovando nessuno si rendeva quindi conto di essere stata abbandonata e chiusa all’interno dell’impianto”

DARFO BOARIO TERME. Lo scorso 4 febbraio era in corso la partita di calcio fra Darfo Boario e Carpenedolo valida per il Campionato regionale juniores Under 19. Al 26esimo del secondo tempo però è scoppiata una maxi-rissa “che – si legge nel referto – vedeva coinvolti la quasi totalità dei calciatori presenti in campo nonché dei dirigenti di entrambe le società che si spingono e picchiano a vicenda”.
La partita viene quindi sospesa e le squadre vengono rimandate negli spogliatoi. A quel punto però giocatori e dirigenti circondano l’arbitra che, sempre stando al referto dei provvedimenti disciplinari emanato dal Comitato Regionale Lombardia, è stata costretta a riparare nel suo spogliatoio in lacrime.
Terminate le incombenze burocratiche legate alla partita, una volta uscita dallo spogliatoio, l’arbitra “non trovando nessuno si rendeva quindi conto di essere stata abbandonata e chiusa all’interno dell’impianto”. In altre parole la donna si è trovata sola, chiusa per errore, all’interno dell’impianto sportivo di Darfo Boario Terme.
A questo punto la sanzione le due squadre è stata molto pesante: sconfitta a tavolino per entrambe con tanto di sanzione amministrativa che complessivamente ammonta a circa 500 euro. Va detto che il presidente del Us Darfo Boario ha immediatamente preso le distanze da quanto accaduto: “In riferimento ai fatti accaduti la società non intende cercare alibi, giustificazioni e nemmeno fare precisazioni che alimenterebbero solamente inutili polemiche”.
Poi il comunicato della società prosegue: “Quanto accaduto è assolutamente ingiustificabile e già al termine della partita la società aveva preso i dovuti provvedimenti disciplinari nei confronti di chi si è reso protagonista della rissa. Le scuse più sentite vanno alla direttrice di gara: ci auguriamo di poterla incontrare al più presto per scusarci di persona auspicando di averla ancora ad arbitrare al Comunale di Darfo, come già hanno fatto molte sue colleghe nei mesi scorsi. Le scuse vanno anche agli avversari e al pubblico che, purtroppo, sono diventati parte attiva di questa rissa vergognosa”.
A tal proposito la società ha deciso che posizionerà una rete di recinzione tra la tribuna e il terreno di gioco per evitare future invasioni di campo. “La nostra società – conclude la nota – continuerà a promuovere i valori della correttezza e della sportività ben sapendo che, purtroppo, ‘fare calcio’ ai nostri giorni è sempre più difficile. Episodi come quelli accaduti sabato scorso ci scoraggiano ma ci rendono consapevoli che, oggi più che mai, è necessario investire sull’educazione delle persone più che sulle qualità tecniche dei calciatori”.













