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Trento
06 dicembre | 18:30

Insultano, cercano il contatto fisico con l'arbitro e gli impediscono di entrare nello spogliatoio: pesanti squalifiche per due dirigenti e il tecnico del 3P Valrendena

Uno dei due dirigenti è stato squalificato per 10 mesi, mentre l'altro tesserato e l'allenatore dovranno restare ai box per nove mesi. Quattro i mesi di squalifica per il direttore sportivo della Bolghera perché "nel corso di una lite verbale con un dirigente della squadra avversaria, si rendeva responsabile di condotta discriminatoria nei confronti del medesimo dirigente (proferendo una frase ingiuriosa dal chiaro contenuto discriminatorio per motivi di origine territoriale)".

Insultano, cercano il contatto fisico con l'arbitro e gli impediscono di entrare nello spogliatoio

TRENTO. Animi tesi, reazioni sconsiderate, comportamenti inqualificabili nei confronti dell'arbitro e squalifiche pesantissime. Il contesto è quello del campionato di Seconda Categoria, il cui girone d'andata è andato in archivio dieci giorni fa.

L'appuntamento è per il nuovo anno, esattamente per domenica 3 marzo, quando il quarto campionato a livello provinciale, ma per qualcuno la sosta sarà ben più lunga, visti i provvedimenti adottati nei giorni scorsi dal Giudice Sportivo.

 

Nel girone A tre tesserati del 3P Val Rendena, segnatamente due dirigenti e l'allenatore, hanno infatti già concluso la propria stagione, perché al termine del match contro il Nogaredo (vinto dai lagarini per 2 a 1), hanno insultato pesantemente il direttore di gara, cercando di arrivare anche al contatto fisico.

 

Il provvedimento più pesante riguarda Dionisio Franzelli, stoppato sino al 30 settembre 2024 (dunque dieci mesi di squalifica per lui) in quanto "mentre ricopriva il ruolo di assistente dell'arbitro, pronunciava frasi irriguardose, ingiuriose e dal contenuto latamente minaccioso nei confronti del direttore di gara e per tale motivo veniva allontanato dal terreno di gioco. Ciononostante, egli dalle tribune proseguiva nella propria condotta ingiuriosa nei confronti del direttore di gara. Non contento, al termine della gara, all'uscita dell'arbitro dal terreno di gioco, aveva modo di avvicinarsi allo stesso e in concorso con Loris Loranzi e Walter Loranzi (oltre ad una serie di giocatori non identificati), impediva al direttore di gara di accedere liberamente allo spogliatoio riservato agli arbitri, insultando, minacciandolo e tentando di arrivare al contatto fisico con lo stesso (fatto che non avveniva grazie all'intervento del capitano della squadra 3P) per dieci minuti circa. Tale insieme di condotte integrano la violazione della norma di cui all'art. 36 del codice di Giustizia Sportiva, aggravata ai sensi dell'art. 14 dello stesso (essendo il fatto stato commesso da più persone in corso, le tre identificate e gli altri giocatori non identificati, ma presenti). La dinamica dei fatti, la reiterazione delle condotte minacciose, ingiuriose ed irriguardose, il chiaro tentativo di giungere ad un’aggressione fisica nei confronti del direttore di gara, la non desistenza della condotta da parte del Franzelli, nonostante il provvedimento di espulsione, ed anzi la pervicace prosecuzione della stessa, dapprima dagli spalti e poi nei pressi dello spogliatoio del direttore di gara, impongono di quantificare la sanzione in misura superiore al minimo edittale.

 

L'altro dirigente Loris Loranzi è stato invece squalificato per nove mesi (sino al 30 ottobre 2023) perché "dopo essere stato ammonito per proteste nel corso della gara, al termine della stessa, in concorso con Walter Loranzi, aggrediva verbalmente il direttore di gara, ostacolando l'uscita dello stesso dal terreno di gioco. In seguito, in concorso con Walter Loranzi e Dionisio Franzelli (ed altri giocatori non individuati), impediva al direttore di gara di poter accedere liberamente allo spogliatoio, insultandolo, minacciandolo e tentando di aggredirlo fisicamente (fatto che non avveniva per la frapposizione del capitano della squadra 3P) per dieci minuti circa. Tali fatti integrano la violazione delle norme di cui all'art. 36 del codice di Giustizia Sportiva. La gravità della condotta, anche in termini di reiterazione della stessa, la durata (circa dieci minuti), la presenza di un tentativo di aggressione fisica, fortunatamente non concretizzatosi, oltre che di ripetute minacce, giustificano, ed anzi impongono, una pena superiore al minimo edittale".

 

Squalifica della medesima durata per Walter Loranzi (nove mesi) anche per l'allenatore del 3P Valrendena, che "al termine della gara, in concorso con Loris Loranzi, aggrediva verbalmente il direttore di gara, ostacolando l'uscita dello stesso dal terreno di gioco. In seguito, in concorso con Loris Loranzi e Dionisio Franzelli (ed altri giocatori non individuati), impediva al direttore di gara di poter accedere liberamente allo spogliatoio, insultandolo, minacciandolo e tentando di aggredirlo fisicamente (fatto che non avveniva per la frapposizione del capitano della squadra 3P) per dieci minuti circa. Tali fatti integrano la violazione delle norme di cui all'art. 36  del codice di Giustizia Sportiva. La gravità della condotta, anche in termini di reiterazione della stessa, la durata (circa dieci minuti), la presenza di un tentativo di aggressione fisica, fortunatamente non concretizzatosi, oltre che di ripetute minacce, giustificano, ad anzi impongono, una pena superiore al minimo edittale".

 

Scaramucce tra le due panchine in Valsugana durante Roncegno - Bolghera. Squalifica lieve per il tecnico della squadra di casa Giuseppe Orsini, fermato sino al 30 dicembre (ma il campionato è terminato, quindi non salterà nemmeno una gara), perché "nel corso di una lite verbale con un dirigente della squadra avversaria, dopo essere stato insultato con frasi di carattere discriminatorio, minacciava il suddetto dirigente".

 

Il dirigente avversario in questione è Bruno Cornelatti della Bolghera, il cui stop terminerà tra quattro mesi, il 30 marzo 2024. La squalifica è così motivata: "nel corso di una lite verbale con un dirigente della squadra avversaria, si rendeva responsabile di condotta discriminatoria nei confronti del medesimo dirigente (proferendo una frase ingiuriosa dal chiaro contenuto discriminatorio per motivi di origine territoriale)".

 

A proposito di Bolghera. Ricordate la vicenda della gara non disputata contro il Pinè perché la squadra di Trento e il direttore di gara avevano la maglia del medesimo colore? (QUI ARTICOLO) Ebbene la partita è stata ripetuta come disposto successivamente dal Giudice Sportivo e si è conclusa con il successo, per 3 a 1, della formazione dell'Altopiano. La Bolghera si è ripresentata con la muta da gioco "total black" e l'arbitro, che dispone solamente di una divisa nera (è così per gli arbitri che operano in Seconda Categoria) in divisa nera. Da entrambe le parti, viene da dire "w il buonsenso".

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