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| 23 mag 2023 | 19:49

Nelle case di riposo aumenta l’età media e peggiora la gravità delle patologie, Upipa: “Servono più risorse e più personale”

In Rsa si arriva “più vecchi” e “più gravi” e le persone “giovani” che entrano sono sempre più disorientate cognitivamente ma ancora attive, con maggiore bisogno di sorveglianza. Upipa: “C’è la necessità di aumentare ancora di più i servizi, cosa che passa necessariamente dalla disponibilità di maggiori risorse”

Nelle case di riposo aumenta l’età media e peggiora la gravità delle patologie, Upipa: “Servono più risorse e più personale”
di T.G.

TRENTO. L’assemblea di Upipa (Unione provinciale istituzioni per l’assistenza) che raccoglie tutte le Apsp del Trentino, che si è tenuta nella cornice del Centro Studi Erickson di Trento, è stata l’occasione per presentare i risultati del tavolo di lavoro che, unendo tutte le professionalità impegnate nel settore, ha fatto il punto sul presente individuando al contempo possibili linee di sviluppo future.

 

“Gli indirizzi che definiamo vanno nella direzione di un nuovo rapporto coi familiari – spiega la presidente di Upipa Michela Chiogna – e di strutture sempre più capaci di accogliere ospiti, professionisti e visitatori”. La difficoltà nel reperire personale qualificato resta una delle principali criticità, in particolare gli operatori chiedono maggiori possibilità per conciliare i tempi famiglia-lavoro.

 

“Il contesto generale – prosegue Chiogna – resta quello della necessità di aumentare ancora di più i servizi, cosa che passa necessariamente dalla disponibilità di maggiori risorse”. Come osservano da Upipa all’interno delle case di riposo trentine sta aumentando l’età media degli ospito ma al contempo peggiora la gravità delle patologie. In altre parole si arriva in Rsa “più vecchi” e “più gravi” e le persone “giovani” che entrano sono sempre più disorientate cognitivamente ma ancora attive, con maggiore bisogno di sorveglianza.

 

Per questo secondo la presidente andrebbero rivisti i parametri dell’assistenza: “È indispensabile valorizzare l’impegno del personale”. Il documento è stato già condiviso anche con le strutture che fanno capo a Spes “e nei prossimi mesi ci confronteremo con la Provincia, per poi arrivare anche a una presentazione pubblica delle conclusioni”, dice Chiogna.

 

Durante il tavolo di confronto è emerso che la responsabilità dell’assistenza si scaricherà sempre più sui figli o sui nipoti anziché sui coniugi e i fratelli. Inoltre si registra un’accelerazione nella “rimozione culturale” della morte: in pratica si rifiuta l’invecchiamento in un contesto improntato all’efficientismo e all’individualismo. La Rsa deve somigliare non a un ospedale ma a una casa, trasmettendo un senso di appartenenza, sicurezza e privacy, in più si dovranno promuovere forme di aggregazione e integrazione delle strutture per l’efficientamento dei processi e dei servizi anche per far fronte al carico amministrativo e alla complessità delle norme.

 

Per far fronte alle nuove sfide il Cda ha proposto all’assemblea di elaborare una proposta da presentare ai candidati alle prossime elezioni provinciali, basata su alcuni punti chiave. In primis dovranno essere rivisti i parametri di personale, rendendoli più sicuri da un punto di vista sanitario assistenziale e più attrattivi da un punto di vista professionale. Anche la progettazione e la ristrutturazione degli edifici dovrà accompagnare questa trasformazione, per incorporare il concetto di “edificio salutogenico” in cui l’innovazione tecnologica non si sostituisca alle persone, ma le sostenga e le rafforzi nelle loro autonomie e potenzialità.

 

Per Upipa sulla base di questa visione è possibile costruire una nuova alleanza coi familiari degli anziani basata su coinvolgimento, partecipazione e condivisione della cura fin dal primo ingresso. Inoltre c’è anche bisogno di una visione strategica dello sviluppo dei servizi per l’invecchiamento positivo e la cronicità: una visione che richiede più risorse e più investimenti, per poter rispondere ai bisogni in aumento producendo un efficientamento che derivi dal miglioramento del sistema nel suo complesso e non dal taglio dei costi a carico dei singoli gestori. In una cornice di valorizzazione della loro funzione e di certezza della programmazione, gli enti sapranno più facilmente e responsabilmente trovare le forme di aggregazione e collaborazione.

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