"Non mi sono sentita né oggettificata né mercificata". Dopo le polemiche, parla la studentessa Michelle Pellegrinelli, una delle "cameriere - tavolo" di Verona
In un'intervista a "La Repubblica", la 21enne bellunese di nascita che studia lingue all'Università di Trento, si dice stupita: "Non serve che ad indignarsi siano altri al posto mio. Non capisco come altri possano interpretare quello che sento io. Ho guadagnato 150 euro per un'ora di lavoro: se mi verrà riproposto lo farò". A scatenare la polemiche era stata la vicesindaca di Verona Barbara Bissoli, presente alla serata

TRENTO. Il concetto è chiaro ed è riassumibile in poche righe: "Non capisco come altri possano interpretare quello che sento io, soprattutto senza avermi interpellata: non mi sono sentita oggettificata, né mercificata e neppure sfruttata. Insomma, ho lavorato normalmente, come faccio sempre. Altrimenti mi sarei rifiutata. Se il ruolo mi verrà riproposto accetterò".
A parlare, in un'intervista al quotidiano "La Repubblica", è una delle protagoniste dell'evento svoltosi qualche giorno fa a Verona, che aveva fatto gridare in molti allo scandalo (Qui articolo): durante la serata le due cameriere erano state agghindate a mo' di tavolo, indossando una larghissima gonna a cerchio con un supporto rigido sul quale venivano appoggiati i calici e le vivande.
Lei è Michelle Pellegrinelli, studentessa 21enne originaria di Belluno, che vive a Trento, dove frequenta la facoltà di Lingue. La serata di gala, alla quale avevano presenziato anche il sindaco Damiano Tommasi e la vicesindaca Barbara Bissoli, che aveva reso pubblica la cosa dicendosi indignata per l'abbigliamento delle due hostess, era stata organizzata dal Consorzio Zai per festeggiare i 75 anni dì attività. Dopo l'evento si erano scatenate le polemiche con l'accusa di sessismo e di "oggettivizzazione" delle donne da parte di chi aveva concepito "la donna tavolino".
A tanti ha dato fastidio, ma non a lei, che già lavora come hostess alle fiere o come modella per una nota agenzia - la Royal Management - che, nell'intervista a "La Repubblica", spiega anche come la serata in oggetto sia stata - non di più e non di meno - come un normale impegno lavorativo. Come tanti altri, grazie ai quali si paga gli studi.
"Credo non sia nulla per cui indignarsi - prosegue - e i problemi sulla mercificazione sono altri. Sono consapevole di quello che faccio e non mi sento sfruttata. Non serve che altri s'indignino al posto mio". Michelle si definisce "femminista" ma "a volte si superano i limiti del politicamente corretto. C'era anche un ragazzo che era vestito come una sorta di pavone (oltre ad alcuni trampolieri, ndr). Di lui non è stato detto niente, perché è uomo. E questa non è discriminazione?".
E, ribadisce, che se il ruolo le verrà riproposto accetterà.
"Ho guadagnato 150 euro in un'ora, sicuramente molto di più di una cameriera. E' una cifra elevato per ciò che si fa nel concreto. C'è molto lavoro di preparazione, ma poi il turno è semplice e poco faticoso. Se il ruolo mi verrà riproposto accetterò".













