Odio in rete, ''Mi aveva augurato di essere presa come si deve da cinque [immigrati] ben dotati", la consigliera Foppa: "Ora il mio hater ha un nome grazie alla polizia postale"
A seguito della denuncia della consigliera, che aveva rischiato di essere archiviata due volte, si è giunti ora al nome dell'uomo. Foppa: "Nel caso ora si arrivi a un procedimento penale sarebbe un passo molto importante nella questione dell'odio in rete. Questo risultato non è tanto importante per me stessa, ma per tutte quelle donne, insultate e minacciate e che troppo spesso vengono lasciate sole"
![Odio in rete, Mi aveva augurato di essere presa come si deve da cinque [immigrati] ben dotati](https://cdn.ildolomiti.it/s3fs-public/styles/articolo/public/articoli/2023/01/3w8gh995.jpg?itok=Gwqoc7uI)
BOLZANO. "'Bene' è stato il mio primo pensiero quando ho saputo che la procura aveva identificato il 'mio odiatore'. 'Il mio hater', l'uomo che due anni fa mi aveva augurato su Facebook di essere 'presa come si deve da cinque [immigrati] ben dotati". Comincia così il messaggio della consigliera dei Verdi Brigitte Foppa che a seguito di questo triste episodio aveva sporto denuncia. Ora l'uomo è stato identificato e ha un nome.
"Questa denuncia ha rischiato di essere archiviata due volte - scrive su Facebook la consigliera -. E per due volte ho fatto ricorso. Anche perché mi era stata indicata una persona che avrebbe potuto corrispondere alle caratteristiche del falso profilo 'Bernd Rossin', da cui proveniva il commento. Ho trasmesso questi sospetti alla polizia postale. Ora questo sospetto è stato confermato e 'Bernd Rossin' è stato identificato". Il commento sui social era apparso in riferimento alla proposta della consigliera per la creazione di corridoi umanitari per i profughi di guerra provenienti dalla Siria.
Stando alle parole di Foppa, "nel caso ora si arrivi a un procedimento penale - prosegue - sarebbe un passo molto importante nella questione dell'odio in rete. Significa che bisogna assumersi la responsabilità delle dichiarazioni che si fanno sui social network, anche sotto falso profilo. Nel mio caso, questo risultato non è tanto importante per me stessa (anche se la soddisfazione c’è, non voglio negarlo), ma soprattutto per tutte quelle persone, soprattutto donne, che vengono insultate e minacciate e che troppo spesso vengono lasciate sole con questa esperienza".
Ed è stato proprio questo il motivo "per cui ho deciso di fare denuncia alla polizia - dichiara -: affinché la società dia un chiaro segnale contro l'odio in rete. E fare così in modo che le parole cattive non rimbombino solo nella mia testa, ma diano vita a una discussione su ciò che dovrebbe essere dicibile e ciò che non dovrebbe esserlo".
La consigliera verde ricorda a tutti coloro che presentano una denuncia che "devono sempre chiedere di voler essere avvisati in caso di archiviazione - conclude -. Altrimenti, il rischio è che non si sappia più nulla dello stato di avanzamento delle indagini da parte della Procura". Foppa assicura che in qualsiasi caso si presenterà come parte civile, se si dovesse effettivamente arrivare a un processo.














