Olimpiadi 2026, tra pista da bob costosissima e villaggio temporaneo per Cortina è un lose-lose? La Provincia: ''Puntiamo sulla ex colonia Eni di Enrico Mattei''
I sindacati nelle scorse ore hanno rilanciato la proposta di realizzare il villaggio olimpico a Borga di Cadore nell'ex villaggio Eni e il presidente Padrin è d'accordo per dare un futuro al territorio: ''Avremo già una futura destinazione a edilizia di servizio dell’intero Cadore dopo le Olimpiadi, per ospitare i lavoratori stagionali e anche come possibile campus universitario''. Altrimenti c'è il rischio che i Giochi a Cortina lasciano solo una pista da oltre 100milioni che difficilmente qualcuno utilizzerà e poco altro

CORTINA. ''Le Olimpiadi invernali 2026 sono un’occasione importante per il territorio. E sono chiamate a lasciare un’eredità alla nostra montagna. Per questo sarebbe importante che nel piano delle opere olimpiche venisse inserita anche la rigenerazione della vecchia colonia Eni di Borca di Cadore, a seguito di un accordo di valorizzazione a uso pubblico di un complesso che oggi è di proprietà di un privato''. Anche la provincia di Belluno, per bocca del suo presidente Roberto Padrin torna a chiedere con forza che il villaggio olimpico debba avere un senso oltre il semplice istante in cui si terranno i giochi invernali.
Le Olimpiadi del 2026 rischiano, infatti, di andare a intercettare le criticità tipiche di eventi di questo tipo riuscendo, però, a non cogliere nemmeno i vantaggi che le stesse di solito portano su un territorio. Per capirsi a Cortina potrebbe restare una pista da bob da oltre 100milioni di euro (quando sul territorio ce n'è già una in disuso da decenni che ormai appartiene all'archeologia sportiva e quella realizzata a Torino per le Olimpiadi del 2006 ha già fatto la stessa fine) che costerà, poi, altre centinaia di migliaia di euro per essere tenuta attiva, il tutto per un parco atleti nazionale che si aggira sulle 50 unità (tanti sono tra maschi e femmine quelli che praticano bob, skeleton e slittino) mentre il villaggio olimpico (quindi case, abitazioni, edifici che potrebbero servire per il futuro) lo si vuole realizzare con container e casette mobili.
Insomma un lose-lose clamoroso. Ecco che, allora, ieri i sindacati, Cgil, Cisl e Uil di Belluno, in un incontro sulle infrastrutture olimpiche, hanno rilanciato il progetto di riqualificazione dell'ex Villagio Eni a Borca di Cadore. Come noto, infatti, sembra ormai certo che il villaggio olimpico verrà realizzato a Fiames, sarà composto da una serie di casette provvisorie che conterranno tra i 1.200 e i 1.300 posti letto e costerà sui 36 milioni di euro. Sul tavolo vi era anche la possibilità di riqualificare l'ex Villagio Eni di Borca di Cadore una vecchia struttura fatta costruire da Enrico Mattei su progetto di Edoardo Gellner.
La Provincia si era spesa con il ministro Federico D’Incà nell’estate 2020 e anche con il commissario Sant’Andrea per valutare un possibile utilizzo della vecchia colonia, all’interno di un accordo mirato non solo alla rigenerazione degli immobili, ma anche a una futura destinazione a edilizia di servizio dell’intero Cadore dopo le Olimpiadi, per ospitare i lavoratori stagionali e anche come possibile campus universitario. In tal senso, la Provincia, consapevole dei problemi di natura idrogeologica che insistono sul canalone di Cancia (nelle vicinanze del villaggio ex Eni), ha già realizzato una prima briglia selettiva, di tecnologia giapponese Sabo Dam, con deviazione della colata liquida dalla parte solida; e ha affidato l’incarico per lo studio di ulteriori interventi, per procedere con la progettazione conseguente, finalizzata a ridurre il rischio di colate che potrebbero interessare l’abitato di Cancia e la statale di Alemagna.
E d'altronde i sindacati hanno sottolineato come la struttura di Fiames andrebbe ad essere posizionata in una zona di pericolosità geologica 'P2' di fatto sul letto del fiume Boite in area fluviale. ''Da sempre l’ente Provincia sostiene la necessità di recuperare l’immenso patrimonio edilizio, storico, architettonico e anche sociale costituito dalla vecchia colonia - sottolinea il presidente della Provincia Padrin -. Un’opera voluta da Enrico Mattei per i figli e le famiglie dei dipendenti Eni, secondo un modello di welfare che ancora oggi potrebbe essere riproposto con grande beneficio per i territori. Un modello di welfare che se fosse applicato alle Olimpiadi, lascerebbe un’importante eredità al Centro Cadore''.












